Madrid ha accolto, dal 10 al 14 novembre, il primo incontro ufficiale della rinnovata Conferenza Euro-Mediterranea, nuova realtà ecclesiale che raccoglie insieme le Fraternità di Italia, Spagna, Portogallo e Albania, superando la precedente denominazione di “Conferenza Europa Meridionale”.
Una scelta non meramente nominale, ma segno di un allargamento dello sguardo ecclesiale, di un dialogo più ampio e di una fraternità che intende superare confini geografici e culturali per leggere il presente con occhi evangelici.
Il convegno, ospitato presso il convento dei Cappuccini di Cristo de El Pardo, ha riunito i segretariati di Formazione e Studi, Missione ed Evangelizzazione, e l’Ufficio Giustizia, Pace e Integrità del Creato (GPIC), dando vita a una settimana di lavoro intenso, alternata a momenti di preghiera, riflessione e confronto. La liturgia quotidiana, presieduta di volta in volta dai ministri provinciali delle diverse regioni, ha scandito le giornate e radicato la riflessione nella dimensione sorgiva del Vangelo.
Un tempo di conoscenza, ascolto e discernimento
Fr. Rosario Vaccaro, presente al convegno, descrive il clima di Madrid come un tempo prezioso per una nuova stagione ecclesiale, sottolineando come l’incontro sia stato soprattutto occasione per conoscersi più profondamente, creando una fraternità concreta tra religiosi che, pur condividendo la stessa Regola, vivono storie e contesti ecclesiali differenti: «È stato certamente un tempo di conoscenza per noi frati italiani con i frati spagnoli e portoghesi. Ci sono stati momenti assembleari e laboratori in cui ognuno ha condiviso gli apostolati e i servizi nelle province».
La portata del momento, tuttavia, non è soltanto organizzativa. Il convegno porta con sé un’immagine che restituisce chiaramente l’intenzione spirituale del cammino intrapreso: l’invito evangelico a “prendere il largo”.
«L’obiettivo era quello di iniziare una navigazione: il Vangelo era proprio quello del “prendere il largo”, che significa muovere i primi passi in questa nuova realtà. Piccoli ma veri passi di collaborazione, per conoscerci meglio nelle nostre diversità».
Il valore di un cammino comune
Il raduno madrileno è stato caratterizzato da momenti assembleari, visite culturali, laboratori di discernimento e tavole rotonde guidate da superiori provinciali, tra cui fr. Francesco Ielpo, fr. Frédéric-Marie Le Méhauté e fr. Francesco Piloni, contribuendo a una riflessione condivisa su evangelizzazione in contesti post-cristiani, formazione interculturale e pastorale capace di guardare “oltre i recinti”.
Fr. Marco Bussi, anch’egli presente, evidenzia la portata storica del momento: «Per la prima volta si sono riuniti insieme i frati di Spagna, Portogallo, Italia e Albania, che dall’anno scorso fanno parte di un’unica Conferenza. È stato l’inizio di una collaborazione che può crescere soltanto facendo cose assieme, in particolare con i confratelli spagnoli».
E aggiunge un dettaglio significativo sul metodo che fonda questo nuovo corso: «L’ascolto reciproco inizia a creare rete. Il desiderio, condiviso anche dal Governo generale, è che segretariati e uffici possano crescere nella stima vicendevole e nel servizio comune».
Guardare oltre: una Fraternità che si fa voce del Vangelo nel Mediterraneo
Il contesto mediterraneo – così marcato da tensioni geopolitiche, crisi umanitarie, mutamenti culturali e spirituali – chiede una presenza francescana capace di annuncio, dialogo, servizio e umanità. Per questo la nuova Conferenza assume una valenza profetica, una scelta di sinodalità radicata in fraternità e missione.
Conclude Fr. Rosario Vaccaro: «Il convegno diventerà sempre più occasione di maggiore collaborazione e partecipazione».







