Nel cuore del convento di Monteluco, dove il silenzio francescano continua ancora oggi a custodire la memoria di una spiritualità essenziale e contemplativa, si è inaugurata il 17 maggio (fino al 25 ottobre) la mostra di incisioni “Francesco nei Luoghi del Silenzio e della Visione Spirituale”, progetto artistico inserito nel cammino verso l’VIII centenario della morte di san Francesco (1226-2026).
L’iniziativa, curata dalla Galleria del Cantico di San Damiano e dal Gruppo Radura Laboratorio d’Incisione, ha già attraversato nei giorni scorsi la chiesa di San Sabino a Spoleto e sarà ospitata nella chiesa di Sant’Eufemia. Ma è proprio il Convento di Monteluco ad aver offerto alla mostra una dimensione particolarmente intensa e significativa.
L’inaugurazione ha visto una partecipazione numerosa e attenta: le antiche celle del convento, segnate dalla povertà e dalla sobrietà della tradizione francescana, hanno accolto le incisioni come presenze silenziose, quasi nate da quelle stesse mura.
Le opere, disseminate negli spazi abitati nei secoli dai frati, hanno instaurato un dialogo naturale con l’ambiente: la carta incisa, il segno grafico, le ombre e i vuoti si sono fusi con la semplicità degli ambienti e delle pietre, con il legno consumato, con la luce raccolta, in un incontro armonico, capace di restituire al visitatore una percezione profonda del silenzio come spazio interiore e spirituale.
Espongono gli artisti Laura Bacchi, Ennio Boccacci, Michiel Blumenthal, Serena Cavallini, Maria Clara Conti, Rolando Dominici, Emanuela Duranti, Fabio Fabiani, Giuseppe Lo Russo, Giorgios Papaevangelius, Antonella Parlani, Maria Teresa Romitelli, Sally Spens, Paola Vanacore e Lorenzo Zangheri, ciascuno con una propria sensibilità espressiva, ma accomunati dalla volontà di confrontarsi con il tema francescano attraverso il linguaggio raffinato e meditativo dell’incisione.
Nel contesto di Monteluco, luogo simbolo della spiritualità umbra e francescana, la mostra assume così il valore di un’esperienza immersiva, in cui arte e fede si incontrano senza clamore, lasciando parlare il silenzio. Proprio quel silenzio che san Francesco cercava come via privilegiata per ascoltare il creato e il Mistero.








