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A San Damiano la vestizione di sette nuovi novizi francescani

Nel giorno della Natività della Beata Vergine Maria, sette postulanti hanno ricevuto l’abito francescano e iniziato un nuovo tratto del loro cammino nell’Ordine dei Frati Minori

Martedì 8 settembre, nel giorno della Natività della Beata Vergine Maria, il Santuario di San Damiano ha accolto il rito della vestizione di sette postulanti che iniziano il loro Noviziato nell’Ordine dei Frati Minori: Gabriele, Giovanni, Davide, Andrea, Alessandro e Marco, della Provincia Serafica di San Francesco d’Assisi di Umbria e Sardegna, e Oscar, della Provincia dell’Immacolata Concezione di New York.

Durante il rito i sette hanno espresso il desiderio di condividere la vita della famiglia francescana e hanno chiesto di ricevere «i panni della prova» e di essere aiutati a camminare nella via della penitenza, a vivere secondo la forma del Santo Vangelo, a seguire l’umiltà e la povertà di Cristo e a crescere nello spirito dell’amore fraterno.

A presiedere il rito è stato fra Marco Vianelli OFM, Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, che nell’omelia si è soffermato sul significato della vestizione come momento di accoglienza e, allo stesso tempo, come un «cambio di passo» nel cammino di discernimento.

Un abito che parla di appartenenza

Richiamando il racconto di Tommaso da Celano proclamato durante la celebrazione, fra Marco ha ricordato come Francesco scelse un abito a forma di croce, segno esteriore della sua adesione al Cristo povero e crocifisso.

Anche per i sette giovani il saio diventa così un segno visibile di appartenenza a Cristo e alla fraternità. «Vi fa riconoscibili», ha sottolineato fra Marco, ricordando però che proprio questa visibilità porta con sé una responsabilità.

La vestizione, infatti, non significa che il cammino sia compiuto. Il tempo trascorso finora è servito ad ascoltare e a dare forma a quella chiamata che, ha ricordato il Ministro Provinciale, ha la sua origine nell’iniziativa di Dio: «Il primo passo è il suo».

«Quanto ci stiamo rivestendo di Cristo?»

L’abito ricevuto diventa allora anche un richiamo quotidiano alla conversione. Fra Marco ha consegnato ai nuovi novizi una domanda da portare con sé durante l’anno di prova: «Quanto ci stiamo rivestendo di Cristo?».

Indossare ogni giorno il saio dovrà ricordare loro a chi appartengono, senza trasformarsi nella sicurezza di essere già arrivati. Per questo fra Marco ha invitato i giovani a vivere la vestizione non come «una conquista», ma come «un’ulteriore sfida», capace di continuare a interrogarli lungo il cammino.

Un pensiero particolare è stato rivolto anche ai genitori, ai familiari, agli amici, ai sacerdoti e ai frati che li hanno accompagnati fino a questo momento. L’amore sperimentato nelle loro storie, ha ricordato fra Marco, ha contribuito a dare forma alla chiamata che oggi li conduce a compiere un nuovo passo verso quel «sì» definitivo che rimane all’orizzonte del cammino.

Davanti al Crocifisso di San Damiano

Il luogo della vestizione ha assunto un significato particolare proprio alla luce della storia di Francesco. Davanti al Crocifisso di San Damiano, dal quale il Santo ascoltò l’invito a riparare la casa del Signore, i sette nuovi novizi hanno compiuto un gesto di venerazione attraverso il bacio della Croce.

Fra Marco ha espresso l’augurio che, durante l’anno che li attende, il Signore possa trovare «parole, gesti, occasioni» per rendere sempre più chiara la chiamata e la sequela di ciascuno. Anche nelle fragilità e negli errori che potranno incontrare, ha ricordato, sarà importante continuare a sentirsi «guardati e cercati» dal Signore.

Al termine del rito lo sguardo si è allargato alla fraternità che vivrà insieme questo anno di Noviziato. Ai sette giovani si uniscono infatti altri sei novizi: Francesco Milano Vissier e Mattia Tagliaferri, della Provincia Salernitano-Lucana dell’Immacolata Concezione; Raffaele Cangiano, della Provincia Napoletana del Santissimo Cuore di Gesù; Emanuele Biava, Marco Marino e Lorenzo Pugliesi, della Provincia Sant’Antonio del Nord Italia.

I tredici novizi sono stati quindi affidati a fra Simone, maestro dei novizi, e alla fraternità di San Damiano, perché possano essere formati «alla scuola del Vangelo» e imparare a servire Cristo povero e crocifisso sull’esempio di San Francesco.

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