Nella cornice della Domus Pacis, si è svolta il 15 e 16 maggio la Prison Ministry Conference, due giorni di confronto internazionale sul ministero carcerario, tema che – oggi più che mai – interroga la Chiesa e la società. «Ripartire, rinnovare, restaurare»: lo slogan per l’edizione 2025 non è un semplice motto, ma un programma teologico e sociale. Un invito a portare il Vangelo «nelle periferie esistenziali» (per citare papa Francesco), dove il grido dei detenuti spesso si confonde con il silenzio dell’indifferenza.
Le sessioni sono state introdotte da Eric Alexander e Roberta Carta, Psicologa Psicoterapeuta Formatrice.
San Francesco in cella: una conversione nata dal vuoto
Tra gli interventi, quello di fr. Andreas Brunner OFM ha offerto una rilettura storica e spirituale del carcere come luogo di grazia, attingendo all’esperienza di san Francesco prigioniero. «In carcere, Francesco capì che senza Dio tutto è vanità», ha esordito fr. Andreas, ricostruendo gli anni turbolenti della guerra tra nobili e mercanti ad Assisi. Il Poverello, catturato dopo la sconfitta della sua fazione, visse mesi di tormento interiore: «Si chiese: “Chi sono? Per cosa vale la pena vivere?”».
Eppure, ha sottolineato il relatore, «la prigione non lo spezzò, ma lo predispose all’incontro».
Quel periodo segnò l’inizio di un cambiamento radicale: «Cominciò a pregare di più, a essere compassionevole con i poveri. Capì che la felicità mondana era un inganno». Fr. Andreas ha distinto due forme di tristezza: «Quella sterile, che abbatte, e quella feconda, che spalanca a Dio». E proprio questa seconda – ha aggiunto – «è una grazia che trasforma, come accadde a Francesco».
Alpha e oltre: strumenti per una rivoluzione misericordiosa
Se la storia del santo di Assisi ha fornito il fondamento carismatico, il convegno ha presentato progetti concreti: dall’implementazione del corso Alpha nelle carceri a programmi di reinserimento che coinvolgono istituzioni e comunità locali. Il messaggio finale è chiaro: il ministero carcerario non è opera di pochi specialisti, ma vocazione di tutta la Chiesa.
Tra i relatori anche Emily Wilson, impegnata nel lavoro nelle carceri dal 1991, aiutando come volontaria part-time nella squadra dei cappellani di HMP Holloway, il più grande carcere femminile di Londra. Poi, come risultato diretto dell’impatto dell’effusione dello Spirito Santo iniziata a Toronto, in Canada, nel 1994 è stata incoraggiata a portare squadre in altre carceri del Regno Unito per sostenere i cappellani che volevano iniziare a usare il corso Alpha: il suo lavoro è cresciuto rapidamente e nel luglio 1997 è stato creato un dipartimento Alpha per le carceri alla Holy Trinity Brompton. Oggi sono molte le carceri che gestiscono Alpha nel Regno Unito e in tutto il mondo.
La redenzione è un cammino
«Francesco uscì dal carcere diverso, ma il cambiamento fu graduale. Così è per i detenuti oggi: serve pazienza, perché la redenzione è un cammino». Fr. Andreas ha chiuso il suo intervento con questo parallelo attualissimo. In questo sta il cuore del convegno: restituire alla società non ex-carcerati, ma uomini e donne riconciliati, come accadde al giovane mercante d’Assisi che, tra quelle mura, scoprì «la dolcezza di Dio». Una sfida che – oggi come allora – inizia da una domanda: «Chi sono, se non figlio amato?».







