Un “sì” pronunciato per tutta la vita, nel cuore della Porziuncola. Nel pomeriggio di sabato 12 settembre, la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli ha accolto la Professione perpetua di fra Angelo Nicolò Calledda, fra Gabriele Calzoni, fra Dario Colella e fra Antonio Phi Thien Ho.
Alla presenza dei confratelli, delle famiglie, degli amici e dei fedeli, i quattro frati hanno professato solennemente di vivere per tutto il tempo della loro vita in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità, secondo la Regola dei Frati Minori.
La celebrazione è stata presieduta da fra Marco Vianelli OFM, Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, nelle cui mani i quattro fratelli hanno pronunciato la formula della Professione.
Un “sì” illuminato dalla misericordia
Nell’omelia fra Marco ha posto al centro il tema del perdono, reso ancora più significativo dal luogo della celebrazione. La Porziuncola, ha ricordato, custodisce la memoria del Perdono di Assisi ed è il luogo «dove tante storie trovano riconciliazione, pacificazione».
È proprio a partire dall’esperienza della misericordia che il Ministro Provinciale ha invitato a leggere la consacrazione dei quattro frati. Alla radice della loro scelta non c’è la pretesa della perfezione, ma l’esperienza dello sguardo amante di Dio, capace di raggiungere l’uomo anche nelle sue fragilità.
Il perdono diventa così anche via alla pace. Essere stati raggiunti dalla misericordia di Dio, ha ricordato fra Marco, rende capaci a propria volta di perdonare e apre a percorsi di riconciliazione e pacificazione. Da qui l’augurio rivolto ai quattro frati di essere «uomini di pace, uomini pacificati».
Una consacrazione personale, mai individuale
Fra Marco ha poi richiamato la dimensione fraterna della Professione: la consacrazione è personale, ma non individuale, perché il fratello è parte imprescindibile del proprio cammino di sequela.
Nella stessa formula della Professione, ciascuno dei quattro frati si è infatti affidato «con tutto il cuore» alla fraternità, chiedendo il sostegno dei fratelli nel cammino verso la perfetta carità e nel servizio di Dio, della Chiesa e degli uomini.
Nella conclusione dell’omelia, fra Marco ha consegnato loro un ultimo invito: «Fate conto sulla grazia e sulla misericordia del Signore». Non soltanto sulle proprie capacità o sulla propria fedeltà, dunque, ma su quella grazia capace di custodire nel tempo il “sì” pronunciato oggi.
Un sì che, ha ricordato, fa bene a tutta la fraternità, perché richiama ogni consacrato alla propria professione e ogni cristiano al “sì” pronunciato nel Battesimo.
Al termine della celebrazione, fra Angelo Nicolò ha preso la parola a nome dei quattro nuovi professi perpetui per esprimere il loro ringraziamento. Con un sorriso commosso, ha rivolto il suo grazie a quanti li hanno accompagnati fino a questo giorno, chiudendo nella gratitudine una celebrazione segnata dalla gioia e dalla fraternità.








