Ci sono luoghi in cui il tempo sembra sospendersi per farsi pura armonia, ed eventi in cui la ricerca scientifico-musicale si fonde senza soluzione di continuità con la dimensione dello spirito. È quanto accaduto ad Assisi in occasione della 15ª edizione del corso di canto gregoriano svoltasi dal 13 al 18 luglio 2026. Sotto il titolo programmatico Cantemus Domino, l’evento ha trovato la sua naturale e suggestiva cornice all’ombra della Porziuncola, confermandosi come uno degli appuntamenti formativi e culturali più prestigiosi e frequentati nel panorama della musica sacra internazionale.
Il culmine di questa settimana di full immersion si è toccato nella serata di venerdì 17 luglio, quando a partire dalle ore 21:30 la monumentale Basilica di Santa Maria degli Angeli è stata letteralmente gremita da un foltissimo pubblico. Un’assemblea attenta e partecipe che ha riempito le navate per assistere all’Elevazione Musicale-saggio finale dell’intenso percorso di studi, seguita dalla suggestiva celebrazione in canto dell’Ora di Compieta.
L’Elevazione Musicale: un ponte tra studio e spiritualità
Dinanzi alla straordinaria cornice della Porziuncola, una compagine di circa 40-45 allievi corsisti provenienti da ogni angolo d’Italia, d’Europa e del mondo, ha dato vita a un momento di altissimo spessore artistico e spirituale. Sotto la guida sapiente, rigorosa e competente del direttore maestro Luca Cabianca, musicista vicentino di rara sensibilità, i cantori hanno offerto il frutto di giornate di studio e di approfondimento pratico, entusiasmando i presenti.
Il repertorio proposto quest’anno ha rivestito un carattere di eccezionalità scientifica e liturgica. Gli studenti hanno infatti eseguito una selezione di brani tratti dall’Ufficio Ritmico di San Francesco, composto da Giuliano da Spira pochi anni dopo la morte del Poverello. Questo prezioso repertorio è stato l’oggetto di un corso monografico speciale tenuto dal Professor Franz Karl Praßl, docente emerito presso l’Università della Musica Sacra di Graz e presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra in Roma, luminare che ha saputo trasmettere agli allievi le chiavi paleografiche, storiche, liturgiche ed esecutive di questo monumento della tradizione francescana.
Il lavoro pratico sui codici medievali è stato reso possibile grazie al corredo teorico e interpretativo fornito quotidianamente da un team docenti d’eccezione:
* Padre Matteo Ferraldeschi, francescano della Porziuncola, fondatore e lungimirante direttore dei Corsi;
* Marco Merletti e Claudio Accorsi, docenti dell’Associazione Internazionale Studi di Canto Gregoriano (AISCGre) e punti di riferimento per la didattica e l’interpretazione del canto canto gregoriano ;
* Giovanni Conti, qualificato docente e presidente della sezione italiana dell’Associazione Internazionale Studi di Canto Gregoriano (AISCGre).
Al termine dell’elevazione musicale, le navate della Basilica hanno risuonato di un caloroso e lunghissimo applauso. Subito dopo, l’atmosfera è mutata nel raccoglimento più assoluto per l’Ora di Compieta in canto gregoriano: qui, il folto pubblico ha partecipato nell’assoluto rispetto e in un silenzio carico di preghiera, a testimonianza di come il gregoriano non sia un semplice oggetto da museo, ma viva e parli ancora oggi al cuore dell’uomo contemporaneo.
Nel segno del Centenario: la Santa Messa all’Altare Papale
La conclusione naturale del cammino si è svolta nella mattinata di sabato 18 luglio, alle ore 11:00, con la solenne Santa Messa conclusiva celebrata e cantata interamente in gregoriano presso l’Altare Papale ove, a ridosso della parete di destra si appoggia la Cappella del beato Transito di san Francesco.
Anche la liturgia eucaristica ha avuto una connotazione francescana: è stata infatti celebrata la Messa votiva in onore di san Francesco. Una scelta non casuale: il 2026 segna infatti l’ottavo centenario del beato Transito di san Francesco d’Assisi. La 15ª edizione di Cantemus Domino è stata interamente pensata, organizzata e vissuta come un omaggio a questo fondamentale momento di grazia: il passaggio del Santo, povero e umile in terra, ma ricco nel Regno dei Cieli. Le melodie gregoriane sono diventate così il veicolo perfetto per celebrare la memoria dell’assisiate nei luoghi stessi che ne custodiscono il corpo e lo spirito.
Un itinerario di eccellenza tra scienza, fede e fraternità
Il corso di canto gregoriano di Assisi vanta ormai una storia solida e una reputazione altissima. La sua cifra distintiva risiede nella capacità di far fondere perfettamente i criteri liturgici con quelli scientifico-musicali, offrendo un approccio interpretativo rigoroso al repertorio plurisecolare della Chiesa.
A sigillo della serietà e dell’indiscusso valore di questo percorso, importanti e autorevoli istituzioni musicali e accademiche concedono volentieri, fin dalle primissime edizioni, il proprio prestigioso patrocinio. Tra queste vette della cultura sacra spiccano senz’altro la stessa Associazione Internazionale Studi di Canto Gregoriano (AISCGre), il Pontificio Istituto di Musica Sacra (PIMS) di Roma e il Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo di Roma (PIL). Tali patrocini non rappresentano soltanto un riconoscimento formale, ma testimoniano la rilevanza scientifica e l’alta qualità didattica che il corso assisano esprime nel panorama internazionale.
Tuttavia, l’alto valore accademico dell’iniziativa non ne esaurisce la ricchezza. Chi frequenta Assisi sa che il segreto del successo di questo appuntamento risiede nella sua profonda componente umana e fraterna. L’instancabile lavoro del team degli insegnanti, l’efficienza accogliente del personale di Segreteria – in cui brilla per dedizione e cura la signorina Lucia Zonfrilli –, la bellezza incontaminata della natura umbra, la maestosità delle basiliche e la grazia che promana dai luoghi santi, cooperano alla creazione di un microclima ideale.
Un’esperienza che si rivela, insieme, culturale, di fede, musicale e di profonda comunione. Non è un caso che moltissimi allievi scelgano di tornare anno dopo anno: i corsi della Porziuncola sono ormai diventati uno spazio protetto in cui si studia l’arte della monodia sacra ma, al contempo, si sperimenta una fraternità autentica, in un clima che si mantiene sempre disteso, sereno e gioioso. Una realtà feconda che, nutrita dal passaparola e dal fascino indiscusso della proposta, ogni anno vede aggiungersi nuovi studenti desiderosi di accostarsi a questo cammino di arte e di vita. Cantemus Domino dà appuntamento al prossimo anno, nel solco di una tradizione che continua a rinnovarsi.







