Nel cuore dell’Umbria, la comunità di Alviano ha riscoperto il valore profondo della memoria francescana con tre giorni di intensa partecipazione spirituale e culturale. Dal 17 al 19 aprile 2026 si è svolta l’iniziativa “Una eredità viva – ricordo del passaggio nel nostro territorio”, un evento dedicato a San Francesco d’Assisi che ha saputo intrecciare preghiera, riflessione e musica, restituendo attualità a uno dei racconti più suggestivi della tradizione.
L’iniziativa ha preso ispirazione da un episodio narrato da Tommaso da Celano nella Vita del beato Francesco: proprio ad Alviano, il Santo, mentre predicava, si era rivolto alle rondini che disturbavano l’ascolto, chiamandole “sorelle” e invitandole al silenzio. Secondo la tradizione, gli uccelli avevano obbedito, lasciando spazio alla Parola. Un gesto semplice, ma carico di significato, che ancora oggi richiama l’armonia tra uomo e creato e il valore dell’ascolto.
Le celebrazioni si sono aperte venerdì 17 aprile nella chiesa parrocchiale con una veglia di preghiera per la pace. Un momento di raccoglimento che ha richiamato lo spirito di Francesco, uomo capace di parlare alla coscienza del suo tempo e di indicare la via della riconciliazione anche nei periodi più complessi.
Il giorno successivo, sabato 18 aprile, il Castello di Alviano ha ospitato l’incontro “Incontriamo Francesco”, una conferenza che ha unito approfondimento teologico, testimonianze e suggestioni artistiche. Sono intervenuti Massimo Vedova, docente al Seraphicum Antonianum, il professor Andrea Maiarelli e Maria Schiaroli, rappresentante dell’Ordine Francescano Secolare di Amelia. A rendere ancora più intensa l’esperienza sono stati gli intermezzi musicali del duo violoncellistico Kiel&Kila, con le esecuzioni di Luisa Miroglio, del Teatro Regio di Torino, e Fabio Storino, dell’Orchestra Nazionale RAI di Torino.
La manifestazione si è conclusa domenica 19 aprile con il solenne pontificale presieduto dal cardinale Fortunato Frezza. Alla celebrazione hanno preso parte anche i sindaci del territorio, a testimonianza di un legame profondo tra dimensione religiosa e vita civile.
L’evento si è configurato non solo come una commemorazione storica, ma come un’occasione concreta per riflettere sull’attualità del messaggio francescano. In un’epoca segnata da rumori e divisioni, il racconto delle rondini ha continuato a suggerire la necessità del silenzio interiore e dell’ascolto reciproco.
Ad Alviano, dove secondo la tradizione anche gli uccelli seppero riconoscere la voce di un santo, si è rinnovato un messaggio universale: la fraternità non conosce confini e la santità parla un linguaggio che tutta la creazione è in grado di comprendere.







