Sabato 5 settembre, presso il Museo Civico di Amelia, è stata presentata la quinta edizione del Festival dell’Ecologia Integrale “Madre Terra Sorelle Stelle”, in programma dall’11 al 13 settembre e dedicata quest’anno al tema della pace.
La presentazione è stata anche l’occasione per riflettere sul passaggio dalle “strutture di peccato” alle “strutture di giustizia”: dalle dinamiche che generano guerre, disuguaglianze e sofferenza a relazioni e scelte capaci di costruire concretamente la pace.
Germanico e Francesco: una domanda, due risposte
A offrire una chiave di lettura particolarmente suggestiva è stato proprio il luogo scelto per la conferenza stampa. Il Museo Civico di Amelia custodisce infatti la celebre statua bronzea di Germanico Giulio Cesare, che ha permesso di tracciare un confronto ideale tra il principe romano e San Francesco d’Assisi.
Due uomini lontanissimi nel tempo e nelle loro vicende, accomunati però da una domanda profondamente umana: il desiderio di una vita che non finisca.
La risposta, tuttavia, prende due direzioni differenti. Germanico viene rappresentato con una corazza sulla quale compare una scena di lotta e di affermazione sul rivale, immagine di quella logica del potere della quale lo stesso principe romano sarebbe divenuto vittima.
Francesco compie invece il movimento opposto: scende volontariamente da cavallo. Abbandona progressivamente la ricerca dell’affermazione personale per scegliere la via della minorità e vivere quella misericordia che, nel suo Testamento, ricorderà di aver ricevuto come un dono.
Il confronto tra le due figure diventa così anche un’immagine del tema proposto dal Festival: la pace richiede di uscire dalle logiche di dominio e di conflitto per costruire rapporti fondati sulla giustizia, sulla cura e sulla fraternità.
Verso il Festival “Madre Terra Sorelle Stelle”
Questa riflessione accompagnerà la quinta edizione del Festival dell’Ecologia Integrale, che si svolgerà ad Amelia dall’11 al 13 settembre, nel contesto dell’ottavo centenario del Transito di San Francesco.
Un’occasione per interrogarsi, alla luce dell’esperienza francescana, su come la conversione personale possa tradursi anche in un cambiamento delle relazioni e delle strutture, perché la pace non rimanga soltanto un desiderio, ma diventi una responsabilità concreta.







