Nella ricorrenza della Beata Vergine Maria di Lourdes, la comunità ecclesiale si stringe attorno al mistero della sofferenza. Domani, 11 febbraio 2026, in occasione della XXXIV Giornata Mondiale del Malato, la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola diventerà il centro della preghiera diocesana. Alle ore 18:00, avrà luogo una solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Fra Massimo Travascio, Custode della Porziuncola.
L’evento vedrà la partecipazione corale di istituti sanitari, associazioni di assistenza e di tutti coloro che, quotidianamente, operano con dedizione accanto a chi soffre. Sarà un momento di profonda comunione per riconoscere nel volto del malato quello di Cristo e per ringraziare quanti, con professionalità e carità, si fanno strumenti di guarigione e sollievo.
Il Messaggio del Papa: farsi “prossimo” nel tempo della fretta
Per questa trentaquattresima edizione della Giornata, che vedrà le celebrazioni principali a Chiclayo, in Perù, Papa Leone XIV ha offerto una riflessione densa e programmatica centrata sulla parabola del Buon Samaritano (leggi il messaggio di Papa Leone XIV). Il Pontefice mette in guardia dalla “cultura della rapidità e dello scarto” che spesso ci rende ciechi davanti al dolore altrui. Citando l’eredità di Papa Francesco e Sant’Agostino, il Santo Padre sottolinea che la vera carità non è un sentimento astratto, ma una decisione volontaria di farsi vicini, donando non solo cure materiali, ma il proprio tempo e la propria presenza autentica.
Il Messaggio evidenzia inoltre la dimensione comunitaria della cura: come il Samaritano si affidò all’albergatore, così oggi siamo chiamati a un “noi” ecclesiale e sociale. Papa Leone XIV ribadisce che la cura dei malati non è un compito marginale, ma un’azione ecclesiale fondamentale che mette alla prova la giustizia e la salute di una società. L’amore per il prossimo, radicato nell’unione con Dio, diventa così l’unico vero rimedio alle ferite dell’umanità, trasformando il dolore in un’occasione di unità e di incontro profondo con sé stessi e con il Creatore.
Invocazione alla Vergine Maria
A conclusione del suo messaggio, il Santo Padre ha voluto riportare un’antica e tenera preghiera, da recitare nelle famiglie e accanto ai letti di sofferenza, affidando ogni malato alla protezione materna della Salus Infirmorum:
Dolce Madre, non allontanarti, non distogliere da me il tuo sguardo. Vieni con me ovunque e non lasciarmi mai solo. Tu che sempre mi proteggi come mia vera Madre, fa’ che mi benedica il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.







