Il sindaco di Betlemme, Maher Nicola Canawati, in carica dal maggio 2025, ha visitato oggi per la prima volta la Basilica di Santa Maria degli Angeli e la Porziuncola.
La visita si inserisce nel contesto del suo viaggio in Italia, che culminerà stasera con il conferimento, a Terni, del Premio San Valentino 2026. Il riconoscimento è promosso dall’associazione “Io Sono una Persona per Bene”, che con questa iniziativa sceglie di riportare al centro del dibattito pubblico valori universali come la fraternità, la pace e l’armonia tra i popoli, valori che trovano una risonanza particolare nella testimonianza personale e istituzionale del primo cittadino di Betlemme.
Ad accogliere il sindaco Canawati alla Porziuncola sono stati i frati minori, che hanno illustrato al primo cittadino la storia e il significato spirituale della piccola cappella tanto cara a san Francesco. Un momento particolarmente intenso è stato quello della preghiera silenziosa, vissuta sia all’interno della Porziuncola sia presso il luogo del Transito di san Francesco, nel contesto del cammino verso il Centenario francescano. Qui, il sindaco ha potuto sostare in raccoglimento, affidando alla preghiera la sua città e il suo popolo, segnati da decenni di sofferenza ma anche da una tenace speranza.
La figura del sindaco di Betlemme è, per molti versi, emblematica e profondamente legata alla storia stessa della città. Per legge, infatti, il sindaco di Betlemme deve essere cristiano, mentre il consiglio comunale è a maggioranza musulmana: una struttura istituzionale unica, che rappresenta concretamente una convivenza possibile e un equilibrio delicato tra le diverse componenti religiose. In questo senso, la testimonianza di Canawati assume un valore che va oltre la politica locale, diventando segno di un dialogo che resiste anche nei contesti più complessi.
Alla visita erano presenti anche autorevoli il sindaco di Assisi Valter Stoppini, la vice sindaca Veronica Cavallucci e i responsabili dell’Ufficio Cultura del Comune. La loro presenza ha sottolineato il carattere ufficiale e, al tempo stesso, profondamente spirituale dell’incontro.
Il gemellaggio tra Assisi e Betlemme, nato nel 1989, continua così a essere non un semplice atto formale, ma un cammino vivo, che unisce la città del Poverello e la città della Natività in una comune vocazione: ricordare al mondo che la pace non è un’utopia astratta, ma una responsabilità concreta, che passa anche attraverso gesti semplici, incontri veri e luoghi santi che parlano ancora al cuore dell’umanità.







