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Capitolo Provinciale: il coraggio del discernimento e la sfida dell’incontro nella prima giornata dei lavori

I Frati Minori di Umbria e Sardegna a confronto con Mons. Giuseppe Baturi sulle sfide della Chiesa contemporanea

Facendo seguito al nostro precedente aggiornamento di ieri sera, in cui abbiamo raccontato l’inizio ufficiale della seconda settimana del Capitolo Provinciale con la preghiera dei Vespri, i Frati Minori di Umbria e Sardegna sono entrati oggi nel vivo dei lavori della prima giornata.

Il ritmo della nostra fraternità capitolare ha preso il via con la preghiera della Liturgia delle Ore e la Celebrazione Eucaristica, svoltesi nel “Refettorietto”, all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli. Una liturgia particolarmente significativa sia per la festa di San Felice da Cantalice, sia per la presenza del presidente della celebrazione, S.E. Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). La sua presenza esprime un legame profondo con la nostra identità e il nostro servizio, unendo idealmente le due sponde della nostra Provincia religiosa, che custodisce la presenza dei frati minori sia in Umbria che in Sardegna.

Successivamente, i capitolari si sono trasferiti nella sede della Domus Pacis per la sessione mattutina. Qui, in un clima di ascolto e confronto, Mons. Baturi ha guidato un importante momento formativo incentrato sul cammino ecclesiale contemporaneo. L’Arcivescovo ha aiutato la fraternità a entrare dentro le grandi sfide della Chiesa di oggi, della quale è anche Segretario dell’episcopato italiano, delineando chiaramente cosa venga chiesto a noi Frati Minori in questo mutato contesto storico e offrendo coordinate fondamentali per orientare e collocare la nostra futura programmazione.

Durante la Santa Messa, l’omelia di Mons. Baturi ha offerto una profonda chiave di lettura teologica ed esistenziale per i passaggi decisivi che il Capitolo è chiamato a compiere, tracciando un legame indissolubile tra la fede, il coraggio e l’azione pastorale. L’Arcivescovo ha ricordato che la vera radice del coraggio non risiede in una disposizione individuale o in un temperamento particolarmente educato, bensì nella certezza incrollabile che Cristo ha vinto il mondo e la morte, abbattendo ogni muro di separazione. Partecipare a questa storia significa, come sottolineava spesso Papa Francesco, fare proprio lo sguardo di Gesù per valutare il mondo, assumere decisioni e diventare segno di salvezza, proprio come i capitolari sono chiamati a fare in questo tempo.

Prendendo spunto dalla pagina degli Atti degli Apostoli sul ministero di Paolo a Efeso, il Vescovo ha evidenziato come questo coraggio si giochi concretamente nella dinamica dell’incontro e nella custodia del tempo. Paolo, infatti, non esita a “perdere tempo” per dialogare e comprendere una comunità di appena dodici persone; allo stesso modo, ogni uomo e donna che incrociamo ha diritto alla nostra piena attenzione, poiché dentro ogni relazione autentica è il Signore stesso che ci viene incontro. Questo stile richiede di abitare la storia partendo dalla consegna carismatica che ci è stata affidata nella Chiesa. Mons. Baturi ha ammonito sul rischio di trasformare il carisma ricevuto dai nostri padri in un pezzo da museo o in un’armatura da conservare, invitando invece a renderlo una memoria viva capace di fecondare ogni relazione. In quest’ottica, il discernimento non è un esercizio astratto, ma la capacità di riconoscere l’azione che Dio già compie nella storia e nel cuore degli uomini. L’unica via per un’azione evangelica speciale resta quindi quella intrapresa da Paolo: mettersi in ascolto e seguire le orme di un Signore che cammina davanti a noi e dello Spirito che continua ad agire e a scendere sulle nostre comunità.

Con questa forte spinta spirituale ed ecclesiale, i capitolari proseguono i lavori, grati per la parola illuminante di Mons. Baturi e pronti a tradurre questo “coraggio dell’incontro” nelle scelte concrete che attendono la Provincia.

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