Chi era Chiara Corbella? Una ragazza come tante, con sogni, paure e una fede vissuta con autenticità;. Eppure, la sua storia ha toccato migliaia di cuori, diventando un faro di speranza e lode anche nelle prove più dure.
Il SOG di Umbria e Sardegna (Servizio Orientamento Giovani) propone un corso dedicato ai giovani (18-33 anni) per scoprire il suo messaggio, letto attraverso il carisma francescano. Dopo il successo della prima edizione, focalizzata su "Chiara e la Speranza", quest’anno il tema sarà; “Chiara come Francesco”: due giorni di catechesi, riflessioni, preghiera, ascolto della Parola di Dio e la Santa Messa del 14 giugno, in occasione dell'anniversario della morte di Chiara, giovane sposa e mamma di appena 28 anni.
Chiara Corbella: una vita che parla di amore e abbandono
Nata a Roma nel 1984, Chiara cresce in una famiglia che le trasmette una fede semplice e gioiosa. A 18 anni, durante un pellegrinaggio a Medjugorje, incontra Enrico Petrillo: "Ho sentito che era lui, mio marito", scriverà; poi. Ma il loro fidanzamento non è; facile: crisi, dubbi e un dolore che la porterà; a riscoprire Dio ad Assisi, durante un corso vocazionale (qui tutta la biografia)
"Il Signore non mi stava togliendo nulla, mi stava donando tutto", confidava Chiara. Quel ritrovato abbandono la condurrà; al matrimonio con Enrico nel 2008, e poi attraverso prove strazianti: la perdita dei primi due figli, Maria Grazia Letizia e Davide Giovanni, nati con gravi malformazioni. "Abbiamo imparato a consegnarli a Dio con una gioia sconvolgente", racconta.
Quando finalmente nasce Francesco, sano, Chiara scopre di avere un tumore alla lingua. Rifiuta cure aggressive per non danneggiare il bambino, affrontando la malattia con un sorriso e una benda sull’occhio destro, segno di una fede che non vacilla. Muore il 13 giugno 2012, a soli 28 anni, lasciando un’eredità; di amore e lode perfino nel dolore.
Chiara ci insegna a lodare Dio anche quando il cielo è; oscuro
"Chiara non è; una santa lontana, ma una giovane donna che ha vissuto la vita con coraggio – sottolinea fr. Graziano Maria Malgeri, uno dei Responsabili del SOG. "Ha gridato a Dio nelle sue paure, ha pianto, ha dubitato, ma ha scelto di fidarsi. E nella sofferenza, ha trovato la forza di lodare. Questo è; il cuore francescano: riconoscere che Dio è; buono, sempre. Anche quando non capiamo. Anche quando fa male".
Il corso del 13-14 giugno sarà; un viaggio per scoprire che la fede non è; un rifugio, ma una luce che trasforma anche il dolore in amore. Per incontrare una storia che parla al cuore dei giovani in cerca di autenticità;.
Scarica la locandina sotto (per info SOG Assisi)







