La Provincia Serafica dei Frati Minori di Umbria e Sardegna esprime la propria ferma e incondizionata solidarietà a Sua Santità Papa Leone XIV, in risposta alle recenti dichiarazioni rilasciate dalla Presidenza degli Stati Uniti d’America.
In un momento storico caratterizzato da profonde lacerazioni geopolitiche, i figli del Poverello di Assisi ribadiscono che l’azione del Romano Pontefice non è interpretabile secondo le categorie della convenienza politica o delle strategie diplomatiche mondane. La missione della Chiesa, alla quale il Santo Padre dà voce con coraggiosa coerenza, resta unicamente radicata nel messaggio evangelico e nel servizio alla dignità umana, al di sopra di ogni interesse di parte o appartenenza politica.
Risulta deplorevole ogni tentativo di trascinare la figura del successore di Pietro in logiche di contrapposizione partitica o di screditarne l’autorità morale. La Chiesa non agisce come un attore politico tra gli altri, ma come un’istanza profetica che non teme di denunciare le ingiustizie e di richiamare alla responsabilità quanti detengono il potere, specialmente quando le decisioni dei governi si traducono in violenza e spargimento di sangue.
La Famiglia Francescana di Umbria e Sardegna, custode dell’eredità di San Francesco nei luoghi delle sue origini e nella terra sarda, riconosce nel monito del Papa un richiamo universale alla riconciliazione e alla pace. È compito di ogni cristiano, e ancor più dei governanti, ricercare sentieri di civile convivenza anziché alimentare la retorica dello scontro.
Dalla Porziuncola, culla del carisma minoritico, i frati assicurano la loro costante preghiera per il Santo Padre, affinché la sua parola possa continuare a risuonare libera e alta, a difesa degli ultimi e a monito per i potenti della terra. La Provincia Serafica dei Frati Minori – che attende papa Leone XIV in occasione della sua prossima visita del 6 agosto 2026 a Santa Maria degli Angeli – rinnova il proprio impegno a custodire e promuovere questo messaggio di verità, fiduciosa che il dialogo e il rispetto reciproco prevalgano sulle logiche della forza.







