All’interno della cornice spirituale e culturale della Porziuncola di Santa Maria degli Angeli, prende forma un progetto che unisce la cura del patrimonio librario antico alla dimensione del sociale. È il progetto promosso dalla Biblioteca Porziuncola, con la partecipazione della Provincia Serafica di San Francesco d’Assisi e in collaborazione con l’associazione Vi.Va. Partecipazione e Solidarietà APS, nell’ambito del bando “Impariamo conservando”.
Il progetto sarà presentato il 14 novembre alle 16.30 presso la Biblioteca Porziuncola.
«Abbiamo partecipato come Provincia Serafica e Biblioteca Porziuncola a questo bando che unisce due ambiti complementari – la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale – con la crescita personale e comunitaria», spiega fr. Mauro Botti, guardiano del Convento di San Damiano e Responsabile della biblioteca. «Il progetto mette insieme la cura della memoria scritta e l’accompagnamento di persone che vivono situazioni di fragilità, in un percorso condiviso di formazione e consapevolezza».
La proposta, articolata su tre anni di attività, ha ottenuto il finanziamento per la prima annualità. In questa fase iniziale, gli sforzi si sono concentrati su tre direttrici principali: lo studio e la mappatura del fondo antico del convento di Montesanto di Todi, custodito presso la nostra biblioteca dal 2019, la catalogazione dei volumi e l’avvio del restauro dei manoscritti più danneggiati. «Abbiamo iniziato – prosegue fr. Mauro – con l’analisi dello stato di conservazione dei codici, degli incunaboli e di alcune cinquecentine in pessime condizioni. È fondamentale capire dove intervenire prima che la memoria materiale dei testi si perda».
La catalogazione come difesa della nostra storia
Un elemento essenziale è anche la catalogazione dell’intero fondo, non solo come strumento di tutela ma anche come atto di responsabilità culturale. «Se un libro viene sottratto e non è registrato, non se ne conosce la provenienza. La catalogazione rappresenta una forma concreta di difesa della nostra storia», precisa Botti. Il restauro materiale dei volumi è stato affidato al laboratorio Papier Restauro di Perugia, specializzato nel recupero di manoscritti e carte antiche.
La collaborazione con l’associazione Vi.Va
Ma ciò che distingue davvero questa iniziativa è la collaborazione con l’associazione Vi.Va, realtà impegnata nel sociale. I ragazzi coinvolti dall’associazione hanno partecipato attivamente ad alcune fasi del progetto, in un percorso di formazione e inclusione legato al patrimonio culturale.

«Non volevamo solo restaurare libri — sottolinea fra Mauro — ma creare occasioni di incontro, di lavoro e di crescita personale. La cultura diventa così un veicolo di dignità e di rinascita. I ragazzi e le ragazze faranno un viaggio nel mondo del restauro e del libro antico attraverso visite e laboratori, e verranno accompagnati all’esperienza della lettura di alcuni volumi manoscritti dei secoli scorsi, che diverranno occasione di crescita e confronto tra loro e con la realtà locale».
Memoria e cura
La speranza ora è che, completata questa prima tappa, la fondazione promotrice o altre realtà possano sostenere le fasi successive del progetto, previste per il 2026 e il 2027. Un’iniziativa che intreccia il valore della memoria con quello della cura, proseguendo nel solco francescano di una cultura che non si chiude nel passato, ma che si apre alla vita e alla comunità.
Alla presentazione del Progetto il 14 novembre interverranno:
° Marta Silvia Filippini, responsabile del laboratorio Papier Restauro – che sta lavorando ai volumi antichi del fondo di Montesanto
° Antonella Pesola, della Cooperativa che si sta occupando della catalogazione informatizzata dei volumi
° Maria Serena Galassi, dell’associazione Vi.Va. Partecipazione e Solidarietà APS.
Al termine dell’evento verrà anche presentato uno dei primi frutti di questo lavoro, ovvero il restauro, lo studio e la pubblicazione dell’Erbario di Giuseppe da Spello, una delle tante perle preziose custodite nello scrigno del fondo antico del convento di Montesanto di Todi ora conservato dalla Biblioteca Porziuncola.







