La mattina si è aperta con la Celebrazione eucaristica presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli, presieduta da Mons. Giuseppe Baturi. Successivamente, all’Hotel Domus Pacis, lo stesso Baturi ha introdotto una riflessione intensa e provocatoria su “Che cosa pensare della morte?”: nemica o sorella, atto di riconoscenza o esperienza da temere. Una domanda radicale, alla quale ha offerto una risposta profondamente cristiana: sì, la paura esiste, ma può essere attraversata se condivisa – “se avrò qualcuno a cui dirlo” – trovando nella tenerezza del Crocifisso il senso ultimo della speranza.
Il panel “Infermitate”, moderato da Fra Fabio Nardelli, ha poi messo a fuoco il tema della malattia nelle sue diverse declinazioni. Sono intervenuti Tonino Cantelmi – “Della fragilità e del limite”, Flaminia Coluzzi – “Del dolore fisico”, Claudia Benedetti – “Nelle cure palliative” e Mario Sabatelli – “Nella cronicità e nelle demenze”. Quattro interventi, diversi per approccio ma convergenti, che hanno toccato temi cruciali come la fragilità relazionale, il dolore nelle sue forme — acuto, cronico e “totale” — e l’importanza dell’accompagnamento nelle patologie complesse come la SLA.
Dopo la pausa, il panel “Tribulatione” ha affrontato il versante più esistenziale della sofferenza. Alberto Siracusano ha introdotto il tema “Il disagio e la sofferenza della solitudine”, seguito dagli interventi di Arnaldo Pangrazzi su “Stato di sofferenza”, Francesca Alfonsi su “Comunicazione della diagnosi” – sottolineando l’importanza di empatia, chiarezza, gradualità e ascolto attivo – e nuovamente Tonino Cantelmi sul tema delle “Emozioni”, con particolare attenzione alla compassione. Un confronto che ha posto interrogativi anche sul fine vita, aprendo riflessioni etiche e relazionali profonde.
Nel pomeriggio, il panel “Cura” si è aperto con un’ouverture francescana dedicata a “Francesco d’Assisi e la cura”, per poi proseguire con Vincenzo Valentini e la sua relazione “Relazione generativa nella cura oncologica”, centrata sul valore della relazione terapeutica.
I workshop hanno quindi offerto uno spazio esperienziale e multidisciplinare: “L’arte della cura nei luoghi francescani” con Sara Panzino, “Arte esperienziale” con Mariarita Peciarolo, “Narrazione del dolore” con Gianni Cervellera, “Corpo ed emozioni” con Laura Pizziconi, “Accompagnamento spirituale e religioso” con Arnaldo Pangrazzi e “Come è vissuta la sofferenza e la cura nelle varie religioni e culture” con Federica Pozzi e Cecilia Maracci.







