Assisi, terra di Francesco, non è solo un luogo di pellegrinaggio, di arte e di storia, ma è anche un crocevia per la formazione di giovani religiosi.
In un mondo che cambia rapidamente, la preparazione di figure in grado di dialogare con la contemporaneità, di offrire risposte significative e incarnare la carità francescana è più che mai essenziale.
«Oggi non basta rispondere semplicemente “Dio ti ama” alla richiesta di pellegrini e fedeli – spiega fr. Giuseppe Gioia, frate minore della Porziuncola, che verrà ordinato presbitero il prossimo 28 giugno –. Serve una preparazione solida per accompagnare con carità e competenza ogni persona che ci avvicina, e che ci chiede di essere ascoltata».
La raccolta fondi, lo scorso Natale, è stata dedicata proprio alla formazione. Ecco perché è importante sottolineare come il sostegno ai frati può portare frutto e come i sostenitori diventino complici di un percorso che trasforma lo studio in servizio. Le donazioni destinate alla formazione, nei luoghi che hanno visto nascere e crescere la storia del francescanesimo, non sono un semplice atto di beneficenza, ma un dono che genera un bene che “rimane in circolo”, dice fr. Giuseppe.
Il percorso formativo di fr. Giuseppe
Entrato in postulato nel 2016, fr. Giuseppe ha vissuto in prima persona l’evoluzione di un percorso formativo intenso e strutturato. Il suo cammino, iniziato con il postulato a Monteluco e proseguito con il noviziato a San Damiano, è stato caratterizzato da una formazione interna focalizzata sul francescanesimo.
Successivamente, il post-noviziato ha segnato l’inizio degli studi teologici presso l’Istituto Teologico di Assisi: qui ha affrontato un biennio filosofico e un triennio teologico, immergendosi in un ambiente accademico che, pur mantenendo un’attenzione allo studio, è profondamente radicato nella quotidianità francescana. Nonostante il trasferimento dello studentato a Santa Maria degli Angeli, che ha accentrato la formazione teologica, l’importanza dello studio come pilastro della crescita è rimasta centrale. «La formazione per noi è importante per questo, perché ci permette di avere gli strumenti per accompagnare e ascoltare ogni tipo di persona» afferma, sottolineando come l’approfondimento dei contenuti sia fondamentale per rispondere con chiarezza e sostanza.
L’importanza di studiare ad Assisi: una grazia
Fr. Giuseppe descrive la sua formazione ad Assisi come una grande grazia. La vicinanza ai luoghi francescani, la possibilità di studiare insieme a frati, laici, religiose e suore di diversa provenienza, la facilità di accesso a biblioteche fornite e il clima più familiare rispetto ad altri centri di studio più grandi, hanno contribuito a un’esperienza formativa unica.
«Riconosco l’unicità e l’importanza di aver potuto studiare qui», ribadisce fr. Giuseppe, «un’opportunità che non tutti hanno: mi ha permesso di integrare la formazione accademica con una comprensione più profonda delle radici del mio carisma». Il contatto con studenti provenienti da altre città o nazioni, che spesso esprimono ammirazione per la possibilità di studiare in questi luoghi, ha rafforzato la consapevolezza di questo “privilegio”.
Dallo studio “per l’esame” allo studio “per la vita”
Il percorso formativo, come racconta fr. Giuseppe, rappresenta un passaggio cruciale: da uno studio prettamente “scientifico”, verso contenuti teologici che nutrono la vita. Questo avviene nell’arco dei cinque anni di formazione, portando gli studenti ad abbracciare un approccio che mira non alle nozioni, ma alla maturità personale e alla crescita nella fede.
«Tutte esperienze che personalmente da solo, fuori da qui, non avrei fatto – ammette fr. Giuseppe. – Ma sempre nello spirito del servizio: è proprio San Francesco a ricordarci che lo studio e la formazione sono importanti, ma devono essere al servizio della crescita interiore e del bene comune, non strumenti di vanagloria».
Ecco perché fr. Giuseppe, nell’icona della sua ordinazione presbiterale, ha scelto l’incontro del Risorto sul lago di Tiberiade: «Pietro e gli apostoli nella barca – spiega – sono i discepoli del Signore che unicamente “sulla Sua parola” riescono a produrre una pesca così ricca da condividere e mettere al servizio degli altri».
Sostenere la formazione ad Assisi significa aiutare le nuove generazioni di religiosi a crescere come uomini di fede capaci di essere autentici accompagnatori nella fede, di dare ragione della loro speranza per parlare con competenza e cuore, pronti a portare nel mondo il messaggio di Cristo.







