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Fra Simone Lunedei ordinato diacono a Martorano: un cammino da Ronta al servizio della Chiesa

Il vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo ha presieduto la Celebrazione per il 31enne originario di Ronta

Si è svolta nel pomeriggio dell’11 ottobre, presso il Santuario del Sacro Cuore a Martorano di Cesena, l’emozionante Celebrazione che ha visto l’ordinazione diaconale di Fra Simone Lunedei, frate minore, per mano del vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo. Il sacro rito ha radunato un gran numero di fedeli e, in particolare, una numerosa rappresentanza di Frati Minori giunti per l’occasione dalla Provincia Serafica di Umbria e Sardegna, a testimonianza del forte legame fraterno e del sostegno al giovane diacono.

Fra Simone Lunedei, 31 anni, originario di Ronta di Cesena, compie un altro passo significativo nel suo percorso vocazionale che lo condurrà, se Dio vorrà, al sacerdozio. “È un dono ricevere l’ordinazione insieme a chi ha gettato e visto crescere in me il seme della fede,” ha commentato fra Simone alla vigilia della celebrazione, esprimendo profonda gratitudine. La sua vocazione, infatti, è fiorita nel terreno fertile della famiglia, della parrocchia di Ronta e dell’esperienza Scout, dove ha sviluppato il desiderio di “rendere altrettanto” il tanto ricevuto.

La scoperta dell’Amore incondizionato

Dopo gli studi all’Itis ‘Blaise Pascal’ e il diploma, il giovane Simone ha coltivato i suoi interessi nell’ambito informatico. Tuttavia, una svolta spirituale arrivò all’età di 16 anni, durante un’adorazione eucaristica giovanile a Rimini, le “Sentinelle del mattino”. In quel momento comprese che il Signore non era un “Dio-arbitro” in cerca di perfezione, ma era incontrabile, accogliendo le fragilità, i dubbi e le domande. A 18 anni, il messaggio gli fu chiaro: “Dio voleva solo essere incontrato.”

La ricerca di un senso più profondo lo ha portato, a 20 anni, a un corso di orientamento promosso dai frati di Umbria e Sardegna (Sog). Rimase colpito dalla “gioia dei frati e delle suore che annunciavano il Vangelo” e dalla loro capacità di ascolto. L’incontro con un frate, in particolare, divenne un momento di “paternità” spirituale che lo colpì profondamente, aprendogli la strada verso san Francesco e la vita francescana.

Dopo la Laurea in Informatica, fra Simone ha lasciato lo scoutismo e pochi mesi dopo è entrato in convento. Oggi vive a Monteripido, a Perugia, in una comunità che è studentato e parrocchia, sperimentando la ricchezza di una pastorale varia e dinamica.

L’omelia del vescovo: chiamato a essere “servo dell’Amore incarnato”

Durante l’omelia, il Vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo ha richiamato l’attenzione della comunità sulla natura profonda della vocazione diaconale. Ha definito l’ordinazione non un semplice evento, ma un momento in cui il Signore si rivela alla sua Chiesa, mostrando il volto di Gesù Cristo, il “Verbo che si è fatto carne” per assumere la nostra condizione umana.

Il Vescovo ha insistito sul concetto di servizio, che è l’essenza della missione di fra Simone. Ha messo in guardia dal rischio di rendere vana la propria scelta, se questa non è fondata su un profondo “incontro personale con Dio”.

“Ciò che cambia e che realmente fa vedere il volto di Dio, che si è incarnato e che ti ha guarito in profondità, è esattamente l’incontro personale con Dio. È da questo incontro che cambia la tua storia e può aiutare a cambiare la storia di tanti fratelli.”

Il Vescovo ha esortato il neo-diacono a essere innanzitutto un servo della Parola (“colui che annuncia, che spezza la parola”) e a tradurre tale Parola in servizio concreto, curando le “piaghe spirituali” dei fratelli. Ha ricordato che la vera guarigione è quella dell’anima, non solo fisica, e ha invitato fra Simone a non compiere il servizio per ottenere riconoscimenti umani, citando l’episodio evangelico dei dieci lebbrosi, di cui solo uno tornò a ringraziare: “Non ti aspettare davanti la riconoscenza… tu non lo fai per avere gli applausi, lo fai per servire il popolo di Dio.” L’augurio finale è stato di essere, sull’esempio di Gesù, “servo dell’amore incarnato”.

L’ordinazione diaconale è per fra Simone un momento di profonda gratitudine. “È bello ricevere questo dono e ringraziare chi ha gettato in me il seme della fede: la famiglia, la parrocchia, i miei coetanei che hanno condiviso il cammino scout, le tante famiglie. Sono emozionato e grato. Una gratitudine che prevale su ogni altra emozione. È un rendere grazie a Dio insieme,” ha concluso il neo-diacono. Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche a don Ettore Ceccarelli, suo parroco a Ronta, dal quale ha imparato l’intimità con il Signore e che continua a seguirlo “dal Cielo”.

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