È giunta ieri sera, in un clima di intensa partecipazione e profonda emozione, la reliquia della terra della Cappella del Transito di San Francesco, proveniente da Santa Maria degli Angeli in Assisi. Alle ore 20, Piazza Eugenio Abbro si è trasformata in un vero e proprio luogo di accoglienza spirituale: ad attendere la reliquia, il Sindaco Vincenzo Servalli, l’Amministrazione comunale, terziari francescani e una folla numerosa di fedeli, insieme alla comunità del cinquecentesco Convento di San Francesco.
Un momento solenne, segnato dall’omaggio floreale del primo cittadino e dalla presenza autorevole di Fra Massimo Travascio OFM, Custode della Porziuncola di Assisi, che insieme a Fra Paolo Guerrini, ha accompagnato la reliquia fino alla città metelliana. Da lì, la processione si è snodata lungo il cuore del centro storico, tra canti, preghiere e silenzio raccolto, facendo tappa prima al Duomo e poi alla Chiesa del Purgatorio, con la sua Confraternita, fino a raggiungere la Chiesa di San Francesco e Sant’Antonio, dove c’è stato un momento della memoria del Transito e dove da questa sera prendono ufficialmente avvio le celebrazioni.
La reliquia: la terra del Transito, segno di essenzialità e speranza
Non una reliquia “appariscente”, ma una presenza carica di significato: quella terra è la stessa su cui San Francesco morì, spogliato di tutto, nella Cappella del Transito. È il segno tangibile di una spiritualità radicale, che parla ancora oggi al cuore dell’uomo contemporaneo.
Fra Massimo Travascio ha richiamato con forza il messaggio francescano: «Francesco muore nudo sulla nuda terra: è un’immagine potente che ci insegna come, per chiamare la morte “sorella”, sia necessario spogliarsi di tutto. Non solo dei beni materiali, ma anche di sé stessi, delle proprie sicurezze, del proprio orgoglio».
E ancora: «Questa terra ci ricorda chi siamo: fragili, fatti di polvere, ma impastati con lo Spirito di Dio. Se impariamo a dare il giusto posto alle cose del mondo, vivendo con libertà e distacco, allora il nostro spirito può tornare al Padre. Francesco ci invita a vivere pienamente la vita, mettendo al centro ciò che davvero conta: Dio e le persone».
Parole che hanno trovato eco tra i presenti, rendendo ancora più intenso il senso di questa visita straordinaria.
Un programma ricco e partecipato
La presenza della reliquia inaugura un calendario di appuntamenti spirituali e liturgici di grande rilievo, destinati a coinvolgere l’intera città.
Già da stasera, venerdì 10 aprile, si entrerà nel vivo con la Santa Messa presieduta dallo stesso Fra Massimo, seguita alle ore 20.00 da una catechesi dedicata al Transito di San Francesco, momento di approfondimento e meditazione sul significato ultimo della vita del Santo.
Il programma proseguirà nei giorni successivi con momenti di preghiera comunitaria (Lodi mattutine, Ufficio delle letture, Ora media), celebrazioni eucaristiche solenni, veglie di preghiera, catechesi francescane e una intensa Giornata Antoniana lunedì 13 aprile, con accoglienza dei pellegrini, adorazione eucaristica e processione conclusiva con le reliquie dei Santi Francesco e Antonio.
Particolarmente significativo sarà il momento della Veglia di preghiera del sabato sera, dedicata al ricordo del Transito del Santo, che invita i fedeli a entrare spiritualmente nell’ultimo passaggio di Francesco dalla terra al cielo.
Una città che si riscopre pellegrina
La terra del Transito è un richiamo a tornare all’essenziale, a vivere con autenticità, a riscoprire il senso profondo dell’esistenza e l’accoglienza calorosa e partecipata testimonia quanto il messaggio francescano sia ancora vivo e capace di parlare al presente. Cava de’ Tirreni si riscopre così città pellegrina, luogo di incontro tra storia, fede e vita quotidiana.







