Sulla scia dei dati recentemente diffusi dalla Conferenza episcopale francese (qui l’Articolo di Avvenire – che confermano un fenomeno in netta crescita – la Francia registra oggi numeri sorprendenti per quanto riguarda l’iniziazione cristiana. Nella notte di Pasqua sono stati infatti battezzati oltre 21mila catecumeni, con un incremento vicino al 20% rispetto all’anno precedente e una crescita particolarmente significativa tra i giovani adulti. Un segnale che va oltre le statistiche e che racconta una rinnovata ricerca spirituale, soprattutto tra le nuove generazioni.
In questo contesto, abbiamo raccolto la testimonianza di Fra Marco Savioli OFM, della comunità francescana di Cimiez a Nizza, per comprendere come questo fenomeno si stia concretamente manifestando a livello locale e quali significati possa assumere nella vita delle comunità cristiane.
In alcuni paesi stanno crescendo di anno in anno le richieste di iniziazione cristiana. Voi che vivete in Francia, come vivete questo fenomeno? Che segnale rappresenta, a vostro parere?
Lo viviamo come il soffio dello Spirito Santo : “Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va …” (Gv 3). Venivamo dalle pandemia con le chiese sbarrate e dalla pubblicazione del rapporto voluto dai Vescovi francesi sul fenomeno degli abusi… Umanamente parlando, ce n’era abbastanza per indossare i paramenti viola e cantare un bel Requiem per le nostre comunità. E invece … Ancora una volta lo Spirito Santo ci ha mostrato che è Lui ad animare la chiesa, che è l’Amore di Dio ad attrarre a sé i cuori. La bellezza di tutto questo sta proprio nella Sua gratuità: non è frutto del nostro genio pastorale, ma Dono Suo. A noi, discepoli-missionari, il compito di seguire lo Spirito e di favorirne l’opera attraverso la nuova evangelizzazione e con tanta umiltà.
La Conferenza Episcopale Francese ha pubblicato un’inchiesta sul fenomeno dei catecumeni, che nel 2026 hanno superato quota 21mila …
I dati forniti dalla CEF vanno oltre i numeri … numeri che, lo confesso, mi fanno un po’ paura, perché eccitano l’orgoglio, stuzzicano il senso di potere e distolgono dall’essenziale. E l’essenziale – se proprio vogliamo gettare uno sguardo ai dati – è la domanda di Vita che queste persone rivolgono alla Chiesa. Oltre l’80% dei catecumeni adulti hanno meno 40 anni e sono impegnati nello studio e nella vita professionale. Ma come ha detto Papa Leone (citato da mons. De Germay, Vescovo di Lione) “l’assolutizzazione del benessere non ha portato la felicità sperata”. C’è una ricerca più profonda! La risposta la troviamo nel rito di ingresso in catecumenato: “Cosa chiedete alla Chiesa di Dio ? – La fede. – E cosa vi apporta la fede? – La vita eterna.”
Anche nella nostra parrocchia di Cimiez (Nizza) si sta verificando questo fenomeno?
Sì! L’ondata sulla nostra collina è arrivata un po’ più tardi, soprattutto l’anno scorso, quando si sono palesati alcuni giovani liceali e studenti che chiedevano di diventare cristiani. Chi perché “era giunto il momento”, chi perché di famiglia mista e dunque con educazione religiosa “neutrale”, chi perché invitato al gruppo giovani da amici, o attratto dai battesimi dell’anno scorso. Ci sono anche i “pacchetti famiglia”: la mamma che si prepara al Battesimo e la figlia alla Cresima, la studentessa che segue a ruota la cognata battezzata l’anno scorso … Insomma negli ultimi due anni, stiamo vivendo la gioia immensa di accompagnare una trentina di catecumeni: undici battezzati quest’anno (nove qui, due all’estero) e undici che hanno fatto il loro ingresso in catecumenato in vista dell’anno prossimo. A questi ne vanno aggiunti cinque che si preparano alla Comunione e/o alla Cresima, ma che sono assimilati ai catecumeni per non esser mai stati catechizzati prima. Per non parlare di coloro che ci stanno contattando in questi ultimi mesi per mettersi in cammino a loro volta. Un bel gruppo, assai variegato per età, esperienza, motivazioni e orizzonti … Ad immagine della Chiesa che andranno ad integrare: Sposa imperfetta e bellissima, Madre complessa e feconda. Sempre feconda: la notte di Pasqua, sotto i nostri occhi velati da lacrime di commozione, ha partorito tanti figli. Anche loro imperfetti e bellissimi, destinati a portare frutti che ancora ignorano.
Oltre all’iniziazione cristiana, questi giovani adulti proseguono il cammino, oppure il loro rimane un gesto episodico, senza lo sviluppo di un’appartenenza alla vita ecclesiale?
In passato è stato difficile capire di che tipo di accompagnamento avessero veramente bisogno i catecumeni. Tant’è vero che ne abbiamo visti diversi “scomparire dai radar”, purtroppo … Ma negli ultimi tre anni, le dinamiche di nuova evangelizzazione ci hanno permesso di integrare maggiormente i catecumeni nella comunità parrocchiale fin dall’inizio del loro cammino. Talvolta curare l’aspetto delle relazioni fraterne è più urgente di una catechesi molto rigorosa e dettagliata: il neofita che ha assaporato la vita della Famiglia dei figli di Dio avrà anche il gusto di approfondire ciò che ha imparato. Se invece il catecumenato fosse vissuto come una scuola che ti prepara ad una licenza, beh … una volta che hai finito, ti senti … licenziato.
Detto questo, è difficile fare previsioni su ciò che i nostri nove amici faranno nei prossimi anni, perché dove c’è Dio, c’è libertà e gratuità. Quel che è certo, è la gioia profonda che irradiava dai loro volti nella Veglia Pasquale: “È il giorno più bello della nostra vita!” – diceva Raphaël abbracciando gli altri neofiti. Posso citare anche Jennifer che, mentre l’acqua battesimale colava sul suo capo, si è sentita inondare “dall’Amore infinito e misericordioso di Dio … Un istante di eternità indimenticabile”. Questo en-tusiasmo (essere in Dio) dovrà essere accolto come un dono dalla nostra comunità. Un dono da coltivare e aiutare a crescere, come germogli (neofiti, appunto). La Grazia di Dio ci precede e ci sorprende, ma la comunità dei discepoli-missionari è ora chiamata ad accompagnare non solo i neofiti, ma anche i prossimi catecumeni e i loro stessi accompagnatori. Qualcosa si sta già muovendo: subito dopo la messa di Pasqua, una parrocchiana ci ha offerto la sua disponibilità ad accompagnare dei catecumeni. È proprio questo il bello: la Vita genera nuova vita, animando la Chiesa!







