Si è svolta l’8 febbraio 2026, presso la chiesa di San Francesco a Ripa, la prima edizione del Premio Tau Francescano “Frate Jacopa dei Settesoli”, un riconoscimento dedicato alle donne che, attraverso la loro vita e le loro opere, incarnano i valori evangelici di fede, speranza e carità.
La scelta del luogo non è casuale. Proprio in questa chiesa romana San Francesco d’Assisi soggiornò più volte durante i suoi viaggi nella capitale, ospite del convento di San Biagio, annesso all’ospizio per poveri e pellegrini. Un luogo, dunque, carico di memoria francescana, che in questi giorni assume un significato ancora più profondo, collocandosi a ridosso del Transito di San Francesco, avvenuto il 3 ottobre 1226, e in un ideale dialogo spirituale con la Porziuncola di Assisi, il luogo in cui il Poverello concluse la sua vita terrena.
Ospite della giornata, accolto da Fra Paolo Maiello Guardiano della Fraternità di San Francesco a Ripa, è stato Fra Massimo Travascio, Custode della Porziuncola, invitato proprio per il profondo legame che unisce Frate Jacopa dei Settesoli agli ultimi istanti della vita di Francesco. Una presenza che ha conferito all’evento un forte spessore teologico e spirituale, collegando Roma ad Assisi e San Francesco a Ripa al luogo del Transito.
Nel suo intervento, Fra Massimo Travascio ha ricordato come il riconoscimento affondi le sue radici nella tradizione ecclesiale e nella memoria viva del carisma francescano: «La tradizione del premio “Rosa d’Argento – Frate Jacopa” nasce ad Assisi nel 2009 e viene consegnato annualmente il 3 ottobre durante le celebrazioni per San Francesco: viene attribuito a donne che si sono distinte come testimoni di fede, speranza e carità appartenenti alla regione che di volta in volta offre l’olio destinato ad alimentare la lampada votiva sulla tomba di san Francesco d’Assisi».
Un premio che diventa così, anche a Roma, segno concreto di una continuità spirituale: «È un riconoscimento che vuole ricordare quell’evento tanto bello e soprattutto importante, il momento in cui Francesco moriva il 3 ottobre del 1226».
Il premio di questa prima edizione romana è stato assegnato ad Alessandra Morelli, per trent’anni funzionaria dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, capace di trasformare il suo servizio in una autentica opera di cura e protezione verso i più vulnerabili, incarnando i tratti evangelici che il Premio Tau intende valorizzare.
La giornata si è aperta con il suggestivo Corteo di Frate Jacopa, animato dai figuranti in costume dell’Associazione Lo Storico Cantiere e preceduto dagli sbandieratori dell’Associazione Lo Scudo di Lepanto, che hanno portato in dono i tradizionali mostaccioli. Secondo la tradizione, furono proprio questi dolci a essere preparati da Jacopa per Francesco, esaudendo il suo ultimo desiderio.
Rievocando questo episodio, Fra Massimo Travascio ha offerto una delle riflessioni più intense dell’incontro: «Francesco ha il desiderio, ancora una volta, di poter assaggiare quei mostaccioli che la sua amica Frate Jacopa gli preparava». Un desiderio che svela il volto profondamente umano del Santo: «Emerge tutta l’umanità di un Francesco morente, gravemente ammalato, che andando incontro al Padre ha ancora un desiderio di dolcezza».
Ma l’episodio della visita di Frate Jacopa al capezzale del Poverello rivela anche un altro aspetto centrale della spiritualità francescana: «Francesco non muore solo. Muore attorniato dai suoi frati e dai suoi amici. La morte non è qualcosa di isolato, ma qualcosa che si vive insieme, comunitariamente». Un messaggio che, come ha sottolineato il custode della Porziuncola, risuona con particolare forza proprio nell’anno del Transito, invitando la Chiesa a riscoprire la dimensione comunitaria della vita e della morte cristiana.
All’evento hanno preso parte anche Fra Paolo Maiello, padrone di casa, e il sindaco Stefano Cecchi, che ha ribadito il profondo legame tra Marino, Assisi e Roma, sottolineando come il Tau Francescano di Frate Jacopa si inserisca nel solco di altri riconoscimenti di solidarietà e carità, non come semplici premi, ma come testimonianze vive di un’eredità spirituale che continua a generare opere concrete di pace e accoglienza.
In questo intreccio di memoria, spiritualità e attualità, il Premio Tau Francescano “Frate Jacopa dei Settesoli” si presenta non solo come un evento celebrativo, ma come un segno profetico: un ponte tra la Porziuncola e San Francesco a Ripa, tra il Transito di Francesco e il volto femminile di una santità laica che continua a parlare al nostro tempo.







