Un’ondata di fede, devozione e partecipazione ha illuminato Stroncone in occasione della festa dedicata al Beato Antonio Vici, celebrata con grande solennità dalla comunità locale e dai numerosi fedeli arrivati anche da Assisi e dai paesi limitrofi. L’evento, patrocinato dal Comune di Stroncone, ha preso il via il 17 agosto e si è concluso il 27 agosto, scandito da momenti spirituali, celebrazioni e pellegrinaggi che hanno rinnovato il legame con la figura del Beato Antonio e la sua memoria.
Triduo in onore del Beato Antonio (18–20 agosto)
Le celebrazioni sono iniziate con un intenso triduo di preghiera dal 18 al 20 agosto presso il Santuario del Beato Antonio. Le Sante Messe sono state animate dalla predicazione di Fr. Mauro Botti, Guardiano del Convento di San Damiano in Assisi, dove per quasi quattro secoli il Beato Antonio è stato sepolto.
Durante la serata del 19 agosto, i fedeli hanno potuto partecipare a “Quel che passa il convento”, una cena di beneficenza nel giardino del Convento, un momento di convivialità e sostegno alle attività del Santuario.
Festa della Traslazione del Beato Antonio (21 agosto)
Il momento clou della festa si è svolto il 21 agosto con la Santa Messa Solenne, presieduta da fr. Massimo Travascio, Custode della Porziuncola e del Convento di Santa Maria degli Angeli in Assisi. Presenti alla celebrazione la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, i sindaci di Assisi e Stroncone, Valter Stoppini e Giuseppe Malvetani, autorità civili e militari e una folla di fedeli.
Fr. Massimo, nell’omelia (qui il testo integrale), ha sottolineato il significato profondo della traslazione:
“La memoria della traslazione del Beato Antonio, il ritorno nella sua terra tra la sua gente, non è solo geografica ma spirituale: è la restituzione di un dono alla sua comunità. Il Beato Antonio è stato una ‘rosa’ nel giardino francescano, nascosto, umile, ma capace di dare bellezza a tutti. Non ha fatto gesti eclatanti, ma ha lasciato il profumo del Vangelo: profumo di una santità della fraternità vera, della preghiera semplice, dei valori di cui abbiamo bisogno oggi.”
Il Custode della Porziuncola ha invitato i fedeli a seguire l’esempio del Beato Antonio, a lasciare le proprie zone di comfort e a vivere la fede come un cammino quotidiano di speranza e servizio:
“Lasciare ciò che pensiamo siano le sicurezze del mondo e rimetterci in cammino per essere sempre nuovi cercatori di Dio. Il Beato Antonio non è stato sedentario nello spirito, ma un pellegrino desideroso di servire i fratelli e annunciare la buona notizia di Gesù.”
Al termine della Messa, la processione con la statua e la reliquia del Beato Antonio ha attraversato le vie del paese, accompagnata dalla Filarmonica “Le Contrade” e dai tamburini e musici del corteo storico, culminando in un atto di affidamento delle famiglie al Beato Antonio.
Pellegrinaggio a piedi sulle orme della traslazione (26–27 agosto)
La festa ha proseguito con un pellegrinaggio a piedi sulle orme della traslazione del corpo del Beato Antonio da Assisi a Stroncone, ripercorrendo l’antico cammino del 27 agosto 1809. Una staffetta partita dal Santuario di San Damiano ha visto circa trenta pellegrini attraversare le strade umbre con una reliquia benedetta del Beato Antonio, fino all’arrivo a Stroncone, dove si è unita al tradizionale Corteo Storico della sera del 27 agosto.
L’iniziativa, organizzata con il contributo dell’Ente Agosto Stronconese, del Gruppo Speleologico, della parrocchia e della Pro Loco, ha rappresentato un momento di intensa devozione e condivisione, rafforzando il legame tra Assisi e Stroncone, simbolo di una “geografia della grazia” che unisce le comunità nel ricordo del Beato Antonio.
Un successo di fede e partecipazione
La festa del Beato Antonio Vici a Stroncone si è così conclusa con una partecipazione straordinaria, tra celebrazioni solenni, processioni, pellegrinaggi e momenti di fraternità. Tra le parole del Vangelo, la musica delle bande, le preghiere dei fedeli e l’esempio di umiltà e servizio del Beato Antonio, Stroncone ha vissuto giorni di grande spiritualità e comunità, rinnovando la memoria di un santo che ha saputo lasciare una traccia profonda nel cuore della sua gente.







