La comunità francescana di San Gregorio VII, a Roma, ha vissuto ieri, 25 maggio, un momento di intensa spiritualità e memoria storica in occasione della solennità liturgica di San Gregorio VII, patrono della parrocchia a lui dedicata. Una celebrazione che ha unito fede, storia e vita comunitaria, preparando il cammino verso la Festa della Comunità: dopo la solennità liturgica celebrata ieri, la festa comunitaria domenica 31 maggio riunirà fedeli e famiglie attorno all’altare e alla tavola condivisa.
La celebrazione del 25 maggio è stata presieduta da Fra Diego Entali, accompagnato da sei ministranti, presenza particolarmente significativa e segno concreto di una comunità viva che continua a crescere anche attraverso il servizio liturgico dei più giovani. Durante l’omelia, Fra Diego ha tracciato un ritratto intenso di Gregorio VII, al secolo Ildebrando di Soana, pontefice che fece del Vangelo la misura della propria vita e del proprio ministero.
Richiamando il Salmo 22, il celebrante ha evocato la vicenda umana e spirituale del santo Papa: «Se vado per una valle oscura, non temo alcun male». Parole che hanno accompagnato la riflessione sull’ultimo tratto della vita di Gregorio VII, segnato dall’esilio ma illuminato dalla fedeltà alla giustizia e alla verità.
La vita di San Gregorio VII fu profondamente segnata dalla difesa della libertà della Chiesa. Pontefice riformatore nell’XI secolo, affrontò il duro conflitto con l’imperatore Enrico IV durante la Lotta per le Investiture, opponendosi alle ingerenze del potere politico nelle nomine ecclesiastiche. Assediato a Roma nel 1084, fu liberato dall’intervento dei Normanni guidati da Roberto il Guiscardo, ma il successivo Sacco della città provocò ostilità nei suoi confronti e lo costrinse all’esilio a Salerno. Qui trascorse gli ultimi mesi della sua vita, morendo il 25 maggio 1085, lontano da Roma ma fedele fino alla fine ai suoi ideali di giustizia e riforma, lasciando un’eredità spirituale destinata a attraversare i secoli.
Una riflessione che è risuonata quasi come una dedica alla comunità stessa: la santità non come ideale distante, ma come testimonianza che si trasmette e genera altra fedeltà.
Il cammino di festa non si ferma qui. La comunità si prepara ora alla Festa della Comunità di domenica 31 maggio. Il programma prevede alle 10.00 la Santa Messa solenne, seguita intorno alle 12.30 dal pranzo comunitario con primo, carne alla brace e bibite. La parrocchia invita inoltre chi lo desidera a contribuire portando una teglia salata o un dolce da condividere.
Un appuntamento pensato per tutti, senza necessità di iscrizione, nel segno di quella fraternità che San Gregorio VII, con la sua sete di verità e di Chiesa autentica, continua ancora oggi a ispirare.







