Il 18 marzo si celebra la festa di San Salvatore da Horta, un santo venerato come taumaturgo della Sardegna.
La preparazione spirituale alla ricorrenza si intensifica con la conclusione, mercoledì 5 marzo, della tradizionale pratica dei mercoledì in suo onore. Domenica 9 marzo, inoltre, inizierà; la novena che guiderà; i fedeli verso la festa principale. Nel frattempo, continua la peregrinatio delle sue reliquie, che stanno visitando diverse parrocchie della regione, con numerosi parroci ancora in attesa di accoglierle.
Il 17 marzo, vigilia della festa, nel pomeriggio avrà; luogo la benedizione del pane e dell'olio, simboli della carità; e della vicinanza che San Salvatore mostrò verso i poveri e i sofferenti. La cerimonia, presieduta da Monsignor Marco Lai, direttore della Caritas diocesana di Cagliari, rappresenta un momento di riflessione sul suo esempio di dedizione agli altri.
Il 18 marzo, giorno della festa, sono previste diverse celebrazioni eucaristiche. Al mattino, alle 11:30, la Messa sarà; presieduta da Padre Francesco Piloni, Ministro provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, insieme ai frati residenti in Sardegna e ai pellegrini che giungeranno da tutta l'isola, nonché ai membri dell'Ordine Francescano Secolare. Nel pomeriggio, la solenne celebrazione sarà; guidata dall'Arcivescovo di Cagliari e Segretario della Conferenza Episcopale Italiana, Monsignor Giuseppe Baturi, coadiuvato da numerosi sacerdoti.
San Salvatore da Horta è; ricordato anche per il suo straordinario spirito di fede e sacrificio. Il 18 marzo del 1567, infatti, percepì che il Signore stava chiamandolo a sé. Non fu il desiderio della morte, ma un intenso desiderio di vita eterna, di contemplare per sempre il Signore che aveva servito con dedizione. Il suo corpo, segnato da anni di lavoro e penitenze, lo condusse alla fine della sua esistenza terrena. Poco prima di morire, Salvatore esprimeva il desiderio di essere unito a Dio, con la serenità; di chi aveva vissuto una vita intera in obbedienza alla volontà; divina.
Il suo cammino non è; stato orientato alla conquista della terra, ma del cielo. La sua missione di frate minore lo portò ogni giorno in strada, tra la gente, a vivere la carità; in maniera concreta e quotidiana. San Salvatore ci ha lasciato un prezioso insegnamento: non cercare la carità; nelle cose materiali, ma nella vita stessa, vissuta in comunione con Dio.
Il pellegrinaggio di San Salvatore, che dura ormai da 458 anni, è; un cammino di speranza che continua a toccare il cuore di tutti coloro che si avvicinano alla sua figura. Con la sua vita, ha insegnato a guardare oltre il terreno, verso il divino, accompagnando ogni fratello e sorella nel loro cammino spirituale.
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