Non un semplice corso di perfezionamento musicale, ma un’autentica esperienza di formazione ecclesiale, liturgica e comunitaria.
È in corso presso l’Hotel Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli, ai piedi della Porziuncola, la XV edizione di “Cantemus Domino”, il Corso di Canto Gregoriano promosso dal Centro Francescano Studi di Canto Gregoriano di Assisi, che fino al 18 luglio riunisce partecipanti provenienti da tutta Italia e anche dall’estero.
L’iniziativa si inserisce nel solco della grande tradizione musicale della Chiesa e, nell’anno dell’VIII Centenario del Beato Transito di San Francesco, assume un significato ancora più profondo, ponendo al centro il repertorio gregoriano francescano e la sua naturale collocazione nella celebrazione liturgica.
Il programma didattico è articolato in un triennio fondamentale, un Corso Superiore e un Corso Monografico, offrendo un percorso che accompagna gli studenti dalle basi della notazione e della semiologia gregoriana fino agli approfondimenti interpretativi e musicologici. Tra i docenti: padre Matteo Ferraldeschi OFM, fondatore e direttore del Corso e impegnato nell’insegnamento teorico e pratico del primo anno, insieme a Marco Merletti, Claudio Accorsi, Giovanni Conti e al musicologo austriaco Franz Karl Praßl, mentre le esercitazioni corali sono affidate al maestro Luca Cabianca.
Le giornate seguono un ritmo preciso: al mattino, dalle 9 alle 12.50, si svolgono le lezioni teoriche suddivise nei diversi livelli formativi; dopo il pranzo comunitario, il pomeriggio è interamente dedicato alle prove corali, che proseguono fino alla sera.
A raccontare il significato di questa esperienza è una delle responsabili del corso, Lucia Zonfrilli, che sottolinea come il valore dell’iniziativa risieda soprattutto nell’incontro tra persone con percorsi molto differenti. Arrivano corsisti da tutta Italia e anche dall’estero. Alcuni sono alla loro prima esperienza, altri tornano ormai da molti anni. Ognuno segue il proprio percorso formativo, ma poi ci ritroviamo tutti a cantare insieme». Una realtà che rappresenta anche una sfida musicale non indifferente.
«Abbiamo studenti del primo anno accanto a partecipanti del corso monografico, che possiedono già competenze molto avanzate. Mettere insieme un coro così eterogeneo e prepararlo, in soli quattro o cinque giorni, per un concerto e per una celebrazione liturgica con brani importanti del repertorio gregoriano è sempre una sfida».
Quest’anno il lavoro corale assume anche un carattere innovativo grazie alla direzione di Luca Cabianca, chiamato a guidare un unico ensemble formato estemporaneamente durante i giorni del corso. «Le esercitazioni del pomeriggio sono dedicate interamente al canto. Luca quest’anno ci ha aiutato dirigendo questo coro nato proprio qui, in questi giorni». Una scelta nuova rispetto alle edizioni precedenti.
«Negli anni passati c’erano due maestri distinti, uno per le voci maschili e uno per quelle femminili. Quest’anno abbiamo voluto sperimentare una formula unitaria, anche perché il repertorio è prevalentemente francescano. Così tutti lavorano insieme, ascoltano gli altri, imparano reciprocamente e condividono un’unica esperienza musicale».
Ma il cuore dell’iniziativa non è il concerto finale, bensì la restituzione del canto gregoriano al suo luogo naturale: la liturgia. «Non vogliamo presentare il gregoriano come qualcosa da ascoltare per una generica spiritualità, ma nel suo ambiente proprio, cioè dentro la liturgia».
Per questo il momento musicale conclusivo di venerdì 17 luglio alle ore 21.30, nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli, non sarà soltanto un concerto, ma comprenderà anche la celebrazione cantata della Compieta, l’ultima Ora della Liturgia delle Ore.
«La Compieta sarà una vera preghiera liturgica cantata. Abbiamo scelto questa forma perché ciascuno possa poi riportarla nella propria vita di preghiera anche una volta rientrato a casa».
Il giorno seguente, sabato 18 luglio alle ore 11.00, sempre nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli, il corso si concluderà con la Santa Messa in lingua latina e in canto gregoriano secondo il Messale di San Paolo VI (Editio typica III – 2002), ulteriore testimonianza di come il patrimonio musicale della Chiesa continui a vivere non come semplice memoria storica, ma come linguaggio celebrativo pienamente attuale.
L’edizione 2026 dedica inoltre il corso monografico all’Ufficio Ritmico di San Francesco “Franciscus, vir catholicus”, composto da Giuliano da Spira, proponendo uno studio storico, spirituale e musicale di una delle più importanti testimonianze della tradizione francescana medievale, particolarmente significativa nell’anno centenario francescano.
Come ricorda la costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium, richiamata nella stessa brochure del corso, «la Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana; perciò, nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale». Una convinzione che ad Assisi trova concreta espressione nella vita quotidiana di docenti, studenti e maestri, riuniti alla Domus Pacis per custodire e trasmettere un patrimonio musicale che continua a essere voce viva della preghiera della Chiesa.







