Si è svolta sabato 30 maggio presso l’Aula Consiliare di Palazzo Colonna a Marino, la cerimonia di conferimento del premio “Mostacciolo d’Argento – Frate Jacopa 2026”, promosso dall’Associazione culturale Lo Storico Cantiere con il contributo del Comune di Marino.
Il prestigioso riconoscimento è stato conferito quest’anno a Luca Zarfati, in rappresentanza di Roma Open Lab APS, per l’alto valore delle attività sociali svolte dall’associazione a sostegno delle persone fragili e delle famiglie in difficoltà, attraverso progetti di contrasto alla povertà e allo spreco alimentare, nel segno di una solidarietà concreta e quotidiana.
La cerimonia, come da tradizione, è stata animata dai figuranti in costume storico che hanno restituito al pubblico le atmosfere medievali legate all’antico atto notarile del 1237 e alla figura di Jacopa de’ Settesoli, la nobildonna marinese il cui nome rimane indissolubilmente legato alla vicenda spirituale di san Francesco d’Assisi.
L’evento ha assunto un significato ancora più profondo grazie alla presenza del Custode della Porziuncola, fra Massimo Travascio OFM accompagnato da fra Emanuele Gelmi OFM della comunità francescana. La loro partecipazione è stata la testimonianza viva del legame spirituale che unisce Marino e Assisi attraverso la figura di “Frate Jacopa”, così come Francesco chiamava affettuosamente Jacopa de’ Settesoli.
Donna di fede profonda e di straordinaria sensibilità evangelica, Jacopa fu per Francesco non soltanto una benefattrice, ma una presenza fraterna e spiritualmente vicina. Il Santo la considerava una sorella e un’amica laica, tanto da volerla accanto a sé negli ultimi istanti della sua vita terrena presso la Porziuncola. Poco prima di morire, Francesco desiderò infatti essere circondato dagli amici più cari, fratelli nel servizio e nella fede, tra i quali emerge con particolare forza proprio donna Jacopa dei “Sette Soli”, ricordata dalla tradizione per la sua rettitudine e per il bene compiuto verso i poveri incontrati sul suo cammino.
Secondo la memoria francescana, Jacopa giunse spontaneamente ad Assisi portando con sé i mostaccioli tanto graditi al Santo e il panno per la sua sepoltura, quasi guidata da una misteriosa comunione spirituale prima ancora che da un annuncio umano. Da questa storia nasce il significato profondo del “Mostacciolo d’Argento”, che non rievoca soltanto un episodio del passato, ma custodisce il valore evangelico dell’amicizia, della prossimità e della carità operosa.
Nel suo intervento, fra Massimo Travascio ha voluto sottolineare proprio questa continuità spirituale che lega Marino alla Porziuncola e alla tradizione francescana: «Jacopa de’ Settesoli continua ancora oggi a parlare alla Chiesa e al mondo con la forza silenziosa della carità. San Francesco la chiamava “Frate Jacopa” perché riconosceva in lei una fraternità autentica, capace di superare ruoli e distanze per farsi prossimità evangelica. È bello vedere come questa memoria non rimanga chiusa nella storia, ma diventi riconoscimento per chi oggi testimonia il bene comune e la solidarietà».
Il Custode ha inoltre ricordato come il premio marinese trovi un significativo parallelo proprio ad Assisi nel riconoscimento “Frate Jacopa – Rosa d’Argento”, istituito ufficialmente alla Porziuncola nel 2009. La “Rosa d’Argento”, infatti, è un premio attribuito a una donna del nostro tempo che si distingua quale testimone di fede, speranza e carità, richiamando l’eredità spirituale della nobildonna marinese e il suo rapporto con Francesco. «Il “Mostacciolo d’Argento” e la “Rosa d’Argento” – ha ricordato fra Massimo – nascono da una stessa radice spirituale: custodire la memoria di Jacopa non come figura del passato, ma come esempio vivo di dedizione e di servizio. Ed è bello poter essere uniti tra Assisi e Marino da questa figura così importante, che ancora oggi vive nei testimoni della carità».
Nel corso della manifestazione sono intervenuti anche i rappresentanti istituzionali della città. L’assessore alla Cultura Pamela Muccini ha sottolineato il valore particolare di questa edizione: «Quest’anno questo riconoscimento porta con sé un valore ancora più profondo, rinnovando il gesto del dono nei confronti della solidarietà. Ringrazio l’associazione Lo Storico Cantiere e la presidente Valeria De Luca per la passione e la professionalità con cui mantengono vivo questo patrimonio storico e umano».
Anche il sindaco Stefano Cecchi ha evidenziato la portata identitaria dell’iniziativa: «Il Mostacciolo d’Argento rievoca il legame storico e spirituale tra la nostra illustre concittadina Jacopa de’ Settesoli e san Francesco d’Assisi. È un’iniziativa che unisce memoria e solidarietà, rendendo omaggio a chi opera concretamente a favore dei più fragili».
Il conferimento a Luca Zarfati e a Roma Open Lab APS si inserisce dunque in questo orizzonte ideale. L’associazione, nata per promuovere inclusione sociale, solidarietà e percorsi di sostegno ai più vulnerabili, interpreta in forme contemporanee quella stessa attenzione agli ultimi che animò la vita di Jacopa e l’esperienza francescana.
La cerimonia di Marino ha così mostrato come la memoria possa diventare presenza viva e generativa. Nel nome di Frate Jacopa, tra la Porziuncola e Marino, continua a risuonare un messaggio semplice e radicale: la fraternità non appartiene al passato, ma si rinnova ogni volta che uomini e donne scelgono di trasformare la fede in servizio e la carità in responsabilità condivisa.







