Si è rinnovata ieri, come da tradizione e nel segno di una grande partecipazione popolare, la devozione a Sant’Antonio Abate, patrono di Santa Maria degli Angeli. Anche nel gennaio 2026 si è svolto il tradizionale Piatto di Sant’Antonio, una delle celebrazioni più sentite dell’intera comunità angelana e momento di forte richiamo per fedeli e visitatori provenienti da tutta l’Umbria e anche da fuori regione.
Fin dalle prime ore della giornata moltissime persone hanno affollato piazza della Porziuncola per prendere parte ai diversi momenti della festa, culminati nella processione solenne e nella benedizione degli animali, che come sempre ha visto la presenza di numerosi cani, gatti, cavalli e altri animali domestici accompagnati dai loro proprietari.
La messa solenne, celebrata nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli, è stata presieduta da fra Saul Tambini OFM, parroco della comunità, e ha rappresentato il cuore religioso della giornata. Durante la celebrazione si è svolta anche l’investitura dei Priori Entranti, che serviranno il Piatto nel prossimo anno. Alla funzione hanno partecipato numerose autorità civili, militari e religiose, insieme alle prioranze degli anni passati e a una folta rappresentanza della cittadinanza.
A seguire, la processione per le vie della città con la statua di Sant’Antonio Abate, impreziosita dalla presenza della Fanfara a cavallo dei Carabinieri, che ha animato il corteo e alcuni momenti di festa nel centro storico. Insieme alla fanfara hanno sfilato le autorità, i Priori, gli studenti delle scuole angelane e tantissimi cittadini, in un clima di profonda partecipazione e condivisione.
Al termine della processione, sul sagrato della Basilica, si è svolta la benedizione solenne degli animali e del pane offerto dai Priori Serventi 2026, seguita dal tradizionale lancio di due colombe, simbolo di pace e protezione.
Il Piatto di Sant’Antonio si è svolto, come sempre, tra sacro e profano: dalla messa e dalla processione, ai momenti conviviali con la consumazione del Piatto a pranzo e a cena nei ristoranti aderenti, fino all’estrazione dei biglietti della lotteria e allo spettacolo realizzato dagli alunni della scuola primaria di Santa Maria degli Angeli. Nei circa trenta ristoranti convenzionati sono stati serviti circa 10.000 piatti, venduti a “prezzo politico”, con l’obbligo della rimessa da parte dei Priori Serventi.
La tradizione del Piatto di Sant’Antonio Abate affonda infatti le sue radici tra il 1850 e il 1860, quando Santa Maria degli Angeli era un’importante stazione di posta tra Roma e Firenze. In seguito a una grave epidemia che colpì i cavalli delle scuderie locali, gli abitanti si affidarono a Sant’Antonio Abate, protettore degli animali, chiedendo ai frati della Porziuncola di celebrare un triduo di preghiera. Ottenuta la grazia e cessata l’epidemia, la popolazione ringraziò il Santo con una solenne processione e con la distribuzione di un pasto ai poveri, da cui nacque il Piatto di Sant’Antonio.
Le celebrazioni 2026 sono state organizzate dai Priori Serventi 2026, con il patrocinio della Città di Assisi, della Regione Umbria e dell’Associazione Priori del Piatto di Sant’Antonio Abate, e con la preziosa collaborazione dei Frati Minori dell’Umbria.
La festa di ieri ha confermato ancora una volta il Piatto di Sant’Antonio Abate come un forte momento di aggregazione per la comunità angelana e come un appuntamento capace di coniugare fede, tradizione, solidarietà e identità storica. Oggi, con il pranzo del lunedì, si svolgerà il tradizionale passaggio delle consegne tra i Priori Serventi 2026 e gli Entranti, che saranno Serventi nel 2027.







