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Il silenzio che unisce: l’ultimo abbraccio della Chiesa a Papa Francesco

In una Piazza San Pietro colma di fede e raccoglimento, il popolo di Dio celebra la Pasqua del suo pastore con cuore grato e speranza viva

Piazza San Pietro oggi si è; trasformata in un immenso luogo di raccoglimento. La Messa esequiale per Papa Francesco ha radunato l’intero popolo di Dio: cardinali, vescovi, religiosi, laici, famiglie, giovani, provenienti da ogni angolo del mondo. Tra loro, anche il Ministro Provinciale fra Francesco Piloni e diversi frati della Provincia dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, uniti a tutta la Chiesa. è; stato un tempo di grazia, un’esperienza che ha toccato i cuori e generato nuova vita nella fede.

Un silenzio che parla: il raccoglimento della Chiesa
Appena terminato il Rosario che ha preceduto la celebrazione, un profondo silenzio è; calato sulla piazza. Nessuna parola, nessun rumore. Solo il lento rintocco della campana della Basilica e la preghiera di migliaia di pellegrini radunato in piazza. In un tempo dove tutto corre, la Chiesa si è; fermata. La Messa esequiale di Papa Francesco non è; stata solo un atto liturgico, ma un entrare nel Mistero, un lasciarsi abitare da ciò che si celebrava: la Pasqua di Cristo.
In quel silenzio si è; percepita la fede di un popolo che sa dove poggiare la propria speranza. Non si trattava di dire addio, ma di riconoscere che la morte non ha l’ultima parola. E quel momento di profonda unità; è; stato un’icona vivente della Chiesa orante e radunata attorno al suo pastore.

L’omelia del Cardinale Re: un cuore consegnato a Dio
A presiedere la celebrazione è; stato il Cardinale Giovanni Battista Re, che con parole misurate e dense di significato ha saputo restituire l’immagine vera di Papa Francesco: quella di un uomo totalmente donato a Dio e agli altri. Le sue parole, semplici e profonde, hanno fatto eco alla domanda che Gesù pose a Pietro: "Mi ami tu?". E la risposta che ha dato voce alla vita intera del Papa è; stata quella del discepolo: "Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene" (Gv 21,17).
Nel tratto finale dell’omelia, il Cardinale ha riconosciuto in Papa Francesco un uomo di Dio, un pastore che ha servito senza risparmiarsi, con dedizione, umiltà; e tenerezza. Le sue scelte, spesso controcorrente, sono state radicate nella Parola e nella fiducia nel Vangelo. è; questo che oggi la Chiesa ha voluto onorare: non tanto un ruolo, quanto una testimonianza. Non solo un Papa, ma un fratello che ha camminato con il popolo, che ha portato le sue ferite e le sue gioie davanti al Signore.

Una Chiesa che respira: universale, giovane, viva
L’assemblea raccolta in San Pietro ha manifestato il volto vero della Chiesa: una, santa, cattolica e apostolica. Era palpabile il senso di appartenenza a una famiglia che attraversa le culture e le diversità;. In modo particolare, la presenza di moltissimi giovani ha parlato da sola: Papa Francesco è; stato per loro un adulto credibile, capace di vivere ciò che annunciava e di annunciare ciò che viveva.
Questa fiducia gli ha permesso di raggiungere anche chi si sente lontano dalla fede. Ha parlato con gesti prima ancora che con parole. Ha indicato una Chiesa che sa chinarsi, che sa ascoltare, che sa accompagnare.

La serietà; della liturgia come scuola di fede
Mentre l’opinione pubblica già; volge lo sguardo al conclave e al futuro della Chiesa, oggi il popolo di Dio si è; fermato. Non per voltarsi indietro con nostalgia, ma per entrare profondamente nel Mistero che stavamo celebrando: la Pasqua di un pastore che ha vissuto e annunciato il Vangelo con il cuore di un discepolo. La liturgia, nella sua sobria solennità;, ci ha insegnato ancora una volta che la fede non è; un discorso da comprendere, ma una vita da condividere.
Ora si apre un tempo nuovo. Un tempo carico di responsabilità;, ma anche colmo di speranza. Perché, toccata nel profondo dalla testimonianza di Papa Francesco, la Chiesa si scopre viva. E viva vuole restare: capace di alzare la voce non per imporsi, ma per proclamare con gioia che Cristo è; risorto, e la sua risurrezione continua a trasformare i cuori, la storia, il mondo.

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