Sarà la splendida cornice di Piazza Porziuncola ad accogliere un evento speciale che corona i festeggiamenti della Solennità del Perdono di Assisi. Domenica 3 agosto, alle ore 21:00, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Il viaggio di Francesco”, una produzione che esplora la figura del Santo con un taglio intimo e sorprendentemente umano. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Lo spettacolo, con la drammaturgia e la regia di Pino Quartullo, conosciutissimo attore, regista e sceneggiatore, ci guiderà in un viaggio suggestivo e struggente nell’incredibile storia di Francesco: una messa in scena unica, un’esperienza artistica coinvolgente al termine di una settimana intensa, che si apre il 29 luglio con il Triduo di preparazione al Perdono.
Un appuntamento imperdibile per riflettere sull’eredità di San Francesco attraverso una prospettiva originale e toccante.
Un viaggio interiore alla ricerca di Dio
Liberamente tratto dal romanzo “La sapienza di un povero” di Éloi Leclerc, lo spettacolo racconta l’ultimo periodo della vita di Francesco, quello segnato dalla crisi, dal silenzio, dalla ricerca di Dio nel cuore della natura, in un eremo appartato insieme ad alcuni frati fidati. È un racconto umano e struggente che, nelle parole del regista, “esce dagli stereotipi” per restituire la verità di un uomo che ha avuto il coraggio di vacillare nella fede, prima di riscoprirla più salda che mai.
«È facile parlare del Francesco che si spoglia, che ama la natura, che si dedica ai poveri,” ha spiegato Pino Quartullo in un’intervista. «È più insolito, credo, raccontare questa parte un po’ di Francesco in crisi, più umana quasi».
Il regista ha scelto di esplorare proprio questo momento di vacillamento della fede, un’esperienza che rende la figura del Santo ancora più vicina e comprensibile a chiunque si sia mai interrogato sul proprio cammino. «Credo che ognuno di noi a un certo punto si faccia delle domande nella vita», ha aggiunto Quartullo. «Raccontare questa parte credo che sia soprattutto toccante per chi come lui ha fatto una scelta di vita così responsabile, così impegnativa».
Uno spettacolo che mette l’uomo al centro
L’opera è stata pensata per superare i cliché e offrire un ritratto autentico, lontano dagli spettacoli musicali o dalle rappresentazioni più tradizionali. «Questo spettacolo, a differenza di altri, racconta veramente Francesco nella sua natura umana», ha affermato il regista.
La messinscena è essenziale ma di grande impatto. L’obiettivo è immergere gli spettatori nella storia, rendendoli partecipanti attivi che si muovono attraverso la trama.
Sul palco, un cast d’eccezione interpreta il dramma interiore del Santo e la preoccupazione dei suoi compagni, in un lavoro attoriale che cerca di catturare il carisma di Francesco anche nei momenti di maggiore fragilità fisica. Nel ruolo del Santo, l’attore Enrico Oetiker, affiancato da un cast affiatato che interpreta i frati che lo accompagnano nel suo ritiro: Roberto Fazioli (frate Tancredi), Massimiliano Viola (frate Leone), Giorgio Melone, Gaetano Marsico, Simone Sabia e Rachele Sarti nel ruolo di santa Chiara.
«La figura di Francesco è una grande figura teatrale, molto potente,” ha concluso Quartullo. «Questo spettacolo ha la doppia valenza di offrire una riflessione a un pubblico di credenti, ma anche di emozionare chi non lo è, grazie alla sua grande teatralità».
L’opera è stata rappresentata con successo in diversi teatri e festival italiani: ma portarla ad Assisi, proprio nel cuore della Porziuncola, ha per la compagnia un significato speciale. «È il luogo che Francesco ha calpestato, amato, dove ha vissuto da consacrato. Non poteva esserci cornice più autentica. È casa sua».







