Il 2 novembre, giorno in cui la Chiesa dedica la sua preghiera alla memoria di tutti i fedeli defunti, anche la comunità francescana della Porziuncola ha vissuto una giornata intensa di celebrazioni e raccoglimento.
Fin dal mattino, nella Basilica si sono susseguite diverse Sante Messe in suffragio dei defunti, con la partecipazione di tanti fedeli che hanno voluto unirsi spiritualmente ai propri cari. Dalle ore 8, nella piazza della Porziuncola, si è rinnovata la tradizionale distribuzione del “pane dei morti”, un gesto semplice ma ricco di significato, simbolo di condivisione e memoria cristiana.
Nel corso della giornata si sono svolti anche momenti comunitari di preghiera nei cimiteri vecchio e nuovo di Santa Maria degli Angeli, con la processione e la benedizione delle tombe.
Come ogni anno, la comunità francescana ha voluto ricordare in modo particolare i frati defunti e tutti coloro che hanno servito la Chiesa con dedizione e fede. Nel pomeriggio, alle 15:30, al Camposanto Nuovo, è stata celebrata la Santa Messa per i frati e i sacerdoti defunti, oltre che per le sante anime del Purgatorio. A presiedere la liturgia è stato fra Danilo Tremolada, Vicario Provinciale di Umbria e Sardegna, che ha guidato i presenti in un momento di profonda riflessione e preghiera.

I nostri defunti: memoria viva
Fr. Danilo Tremolada ha ricordato che non è casuale che la Chiesa celebri la Festa di Tutti i Santi accanto alla Commemorazione dei Defunti: «Sono due ricorrenze che, vissute insieme, ci permettono di guardare con gli occhi della fede la nostra vita, il passato, il presente e il futuro». Richiamando il Vangelo delle Beatitudini, il Vicario ha sottolineato l’unione profonda tra la santità che già viviamo ora, nella grazia di Dio, e quella che ci attende nella vita eterna. Nel ricordare i frati e i familiari defunti dell’anno, ha detto: «I nostri cari ci hanno fatto dono di un gesto e di una parola che ancora ci accompagna… ricordarli diventa un’iniezione di fiducia e di speranza per il nostro presente». Non uno sguardo nostalgico, ma una memoria viva, capace di aprire alla speranza di un futuro in Dio.
Incontro alla morte senza paura
Riflettendo sul Cantico delle Creature, fr. Danilo ha invitato a guardare alla morte con lo stesso sguardo di San Francesco: «Coloro che sostengono infermità e tribolazione e lo vivranno nella pace saranno incoronati». Francesco, ha spiegato, «vede nella sofferenza un cammino verso la corona della vita eterna». E nell’ultima strofa, quando parla di “sorella morte”, il Santo mostra come «nessun uomo può sfuggirle», ma che «è possibile evitare la seconda morte, la morte dell’anima, rimanendo nella volontà di Dio». La chiave, dunque, è vivere nell’amore: «È nell’amore, vivendo da figli nell’amore, che noi possiamo andare incontro alla morte senza paura».
Concludendo, il Vicario ha richiamato il Vangelo del giudizio finale, dove «il Figlio dell’uomo separerà i giusti» e premierà chi ha amato concretamente: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare…». «L’amore è il criterio della salvezza, il segno visibile dell’assimilazione a Cristo, saremo giudicati sull’amore», ha ribadito. E aggiunge: «A volte dimentichiamo che il nostro futuro, l’aldilà, lo costruiamo dalle scelte che facciamo giorno dopo giorno». Per questo ha invitato i fedeli a pregare per i defunti e a vivere ogni giorno come preparazione alla vita eterna: «Chiediamo al Signore di imparare a fare ogni giorno la sua volontà, mettendo un piccolo tassello in quel mosaico che è stato pensato per ognuno di noi. Che il Signore ce lo conceda, e la sua misericordia ci accompagni nel cammino».
La benedizione delle tombe
Dopo la celebrazione è seguito un momento di raccoglimento all’interno del cimitero e la benedizione della cappella dei frati minori e delle tombe più recenti dei confratelli, lungo i viali del cimitero. La giornata si è conclusa nel silenzio e nella preghiera, dove i fedeli si sono raccolti davanti ai propri cari, affidandoli alla misericordia di Dio e alla speranza della vita eterna.







