(foto @ordofratrumminorum)
Assisi ha recentemente ospitato un evento di risonanza significativa per l’Ordine dei Frati Minori: il Capitolo Internazionale delle Stuoie, svoltosi dal 2 all’8 giugno. Questo incontro, che ha rievocato l’originaria adunanza fraterna voluta da San Francesco, ha rappresentato un’occasione cruciale per riflettere sul carisma francescano e sulle sue attuali declinazioni, in un mondo in continua evoluzione.
Un appuntamento che il Ministro Generale, fr. Massimo Fusarelli, ha fortemente voluto come momento di condivisione di un’esperienza che trae le sue radici più profonde nella storia dell’Ordine. Mentre il Ministro è; ancora impegnato nel Consiglio plenario dell’Ordine dei Frati Minori, che si chiude oggi, questo colloquio ha offerto uno sguardo approfondito sulle riflessioni e le prospettive emerse dal Capitolo.
L’allargamento degli orizzonti: il coinvolgimento dei laici
Uno degli aspetti più salienti di questo Capitolo delle Stuoie è; stata la decisione di includere attivamente laici e religiose francescane. Una convocazione senza precedenti nella storia recente dell’Ordine, che ha inteso rievocare lo spirito originario del carisma francescano, traducendolo in forma ecclesiale rinnovata.
Fr. Massimo racconta come l’intuizione di coinvolgere i laici nel Capitolo delle Stuoie sia maturata nella preghiera e nel discernimento personale alla tomba di san Francesco, subito dopo la sua elezione nel 2021. Una decisione ponderata con il Definitorio generale e resa possibile proprio dal carattere extragiuridico del Capitolo delle Stuoie: «Non è; un organismo previsto dal diritto, e quindi abbiamo potuto invitare anche chi, giuridicamente, non appartiene all’Ordine. è; uno spazio libero, come lo fu nel 1220 per Francesco e tremila frati: aperto, semplice, radicato nella fraternità;».
Il coinvolgimento dei laici ha rappresentato una scelta profondamente teologica e spirituale. Il Capitolo ha generato un clima di parità; reale: «Siamo stati sullo stesso piano», racconta fr. Massimo, «abbiamo lavorato insieme. Io stesso ho partecipato ai gruppi del World Café come uno tra gli altri». Ed è; da questa esperienza che nasce un passaggio chiave: dalla collaborazione alla corresponsabilità;. Non si tratta di “aiutare i frati” per supplenza, ma di condividere un carisma che lo Spirito ha affidato a tutta la famiglia francescana, compresi i laici e le religiose. «Il carisma non è; solo nostro – insiste il Ministro, – il carisma è; aperto, è; partecipato, è; un dono che lo Spirito ha fatto a Francesco, è; di tutti coloro che si sentono chiamati a incarnarlo».
La modalità; sinodale del World Cafè;
La metodologia utilizzata, il World Cafè;, ha favorito un approccio sinodale, promuovendo l’ascolto e la partecipazione dal basso. «è; entrato un po’ nel nostro sangue di non avere più metodologie verticali ma di favorire al massimo l’ascolto e il fatto che dalla base, da tutti, sia suscitata la domanda, più che la risposta», ha affermato il Ministro. Questo approccio, sebbene più impegnativo, si è; rivelato «molto attuale, molto importante, e anche molto fruttuoso».
Il futuro del Capitolo delle Stuoie
La partecipazione dei laici al Capitolo delle Stuoie potrebbe creare un precedente. «Io l’ho voluta, ma non posso imporla al mio successore – ammette –. Tuttavia, spero diventi uno stile, un metodo: aprire spazi di ascolto e di corresponsabilità; con i laici», auspicando che il prossimo Capitolo Generale, previsto per il 2027, possa recepire queste aperture e accogliere la presenza di laici e laiche per alcuni giorni.
Il carisma da rinnovare: giovani, missione, cura delle ferite
Alla domanda su quali elementi del carisma francescano vadano rinnovati oggi, il Ministro generale indica due vie urgenti emerse con forza: la relazione con i giovani e la capacità; di essere artigiani di riconciliazione.
Sul primo fronte, l’Ordine riconosce la propria fatica nel comunicare con le nuove generazioni: «C’è; un gap evidente», confessa, «una distanza nel linguaggio, nella visione antropologica, nella stessa proposta vocazionale. Bisogna lasciarsi interpellare». è; una sfida che tocca l’identità; missionaria dell’Ordine: ascoltare prima di parlare, abitare i linguaggi digitali senza colonizzarli, farsi domande prima di offrire risposte.
La seconda via è; quella della guarigione delle ferite, specie in contesti segnati dalla violenza. «Nelle Filippine, in Congo, in Mozambico», racconta, «vediamo con i nostri occhi la richiesta di diventare operatori di riconciliazione. Non è; un compito per pochi, è; parte del nostro carisma: aiutare le persone a guarire».
La cura del creato
Infine, il tema dell’ecologia integrale è; emerso con rinnovata urgenza. Non un generico ambientalismo, ma quella saldatura tra la cura del creato e la cura degli esseri umani, in particolare dei più piccoli e poveri, insegnata da Papa Francesco. «Curiamo la natura che è; offesa, il creato che è; offeso: non vogliamo dimenticare gli esseri umani che sono ancora tenuti ai margini di uno sviluppo dettato ormai solo dal profitto e non dallo sviluppo umano integrale». La presenza dei laici ha arricchito queste prospettive, aprendo “luci nuove”.
Le ripercussioni nelle realtà; locali di quanto emerso dal Capitolo saranno veicolate attraverso un documento finale, che “pone dei quesiti, apre delle piste”. Ogni partecipante al Capitolo, e a monte i numerosi laici coinvolti nei capitoli provinciali, è; chiamato a essere «annunciatore di quello che ha visto e vissuto».
Prima dell’intelletto viene l’amore!
Il senso profondo di questo Capitolo delle Stuoie risiede nell’esperienza stessa. Come ha concluso Fr. Fusarelli, richiamando la spiritualità; francescana: «Nella spiritualità; francescana, prima di capire, prima dell’intelletto, viene l’amore: prima ancora di comprendere con la ragione, bisogna amare, bisogna fare, bisogna avere l’esperienza. Facendo, impariamo e ci innamoriamo, ci appassioniamo». Questo Capitolo, dunque, non è; stato solo un’occasione di riflessione teorica, ma un’esperienza viva di sinodalità; e rinnovamento, volta a incarnare il carisma francescano in un mondo che attende con urgenza la sua testimonianza.







