Il 29 aprile presso la Cattedrale di San Lorenzo a Perugia, si è tenuta la celebrazione per i trent’anni della Fondazione Umbria per la prevenzione dell’usura.
Tra i concelebranti, accanto all’arcivescovo Ivan Maffeis, erano presenti Fra Francesco Piloni OFM e Fra Marco Asselle OFM, segno concreto del coinvolgimento dell’Ordine dei Frati Minori in questa opera di contrasto a una piaga sociale tanto grave. Non a caso, la Provincia Serafica dei Frati Minori è tra i soci della Fondazione, a sottolineare quanto sia essenziale essere in prima linea su una questione delicata e urgente come quella dell’antiusura.
Una celebrazione tra memoria e impegno
Nel trentennale della sua istituzione, la Fondazione è stata intitolata a san Bernardino da Siena, figura francescana che proprio a Perugia, nel Quattrocento, denunciò con forza il fenomeno dell’usura. L’arcivescovo Ivan Maffeis ha ricordato come il santo, nella sua predicazione, definisse gli usurai con parole durissime: “anime senz’ali”, che “bevono il sangue dei poveri”, arrivando ad ammonire che non basta “qualche elemosina” per salvarsi senza un autentico pentimento.
“L’usura è un problema sociale”
Nella sua omelia, mons. Maffeis ha offerto una riflessione lucida e pastorale: “L’usura non è semplicemente un problema del singolo”, ma un vero “problema sociale”. E ha aggiunto, in modo incisivo: “Lottare contro l’usura… è un interesse, è un investimento, è una necessità per l’intera società”. Le vittime – ha spiegato – portano spesso alle spalle “ignoranza, solitudine, disperazione”, condizioni che le rendono vulnerabili. Da qui l’invito a “fare rete” e a promuovere una “solidarietà intelligente”, capace di aiutare chi è in difficoltà a non chiudersi nella vergogna.
La denuncia sul gioco d’azzardo
Particolarmente forte il passaggio dedicato al gioco d’azzardo, indicato come una delle principali cause di indebitamento: “Comprendiamo quanto sia anche irresponsabile uno Stato che pubblicizza una cultura del denaro facile”. Una posizione che si inserisce nel solco della dottrina sociale della Chiesa e richiama la responsabilità delle istituzioni.
L’impegno della Fondazione e delle istituzioni
Il presidente della Fondazione, Fausto Cardella, ha parlato di tre forme di usura: quella della criminalità organizzata, quella “della porta accanto” e quella bancaria, definendole una vera “pandemia sociale”, riprendendo l’espressione di Papa Francesco. Alla celebrazione sono seguiti i saluti istituzionali e la lectio magistralis del professor Ferdinando Treggiari, dedicata a “Fra’ Bernardino condanna l’usura a Perugia”, nella Sala del Dottorato del chiostro della cattedrale.
San Bernardino e l’attualità del suo messaggio
Il richiamo al santo francescano non è stato solo commemorativo. Come ha evidenziato mons. Maffeis, san Bernardino non esitava a usare immagini forti, definendo l’usuraio “ladro domestico… cancro divoratore… belva dalle zanne lunghe”. Una predicazione tutt’altro che moralistica, capace di entrare nelle dinamiche economiche del tempo e di ispirare, come ha ricordato Treggiari, la nascita dei Monti di Pietà: un modello di finanza etica cristiana nato proprio a Perugia.







