Il 3 maggio, al termine del Triduo di preparazione arricchito dalle meditazioni di Fr. Piergavino Piras della fraternità; francescana di Cortona, il Santuario di San Damiano ha vissuto la solennità; del Santissimo Crocifisso – quello realizzato nel 1637 da frate Innocenzo da Palermo, protagonista di una devozione secolare e una storia straordinaria.
Nel 1855, mentre il colera devastava l'Umbria, il vescovo fece portare in processione questo Crocifisso in Cattedrale. Per 64 giorni fu invocato dagli assisani, e – raccontano le cronache – nessun malato morì senza i sacramenti. Una devozione che dura da secoli, e che oggi rivive con particolare forza.
Il Crocifisso è; un simbolo di amore che rigenera
La solenne celebrazione eucaristica è; stata presieduta da S.E. Mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi – Nocera U. – Gualdo T. e Foligno, che nella sua omelia ha sottolineato come il Crocifisso – sia quello che parlò a Francesco che quello di fra Innocenzo – ci sveli il cuore del cristianesimo.
«Dio ci salva scendendo nella nostra fragilità;, caricandosi del nostro peccato», ha sottolineato il Vescovo. Richiamando il serpente di bronzo (Numeri 21) – "segno profetico della Croce" – ha spiegato che "guardare a Cristo crocifisso è; l’unico antidoto alla morte spirituale", perché in Lui "Dio trasforma il veleno del peccato in medicina d’amore". Francesco, davanti a questo Crocifisso, "imparò a spogliarsi per rivestirsi di Cristo", diventando fratello universale. Oggi – ha concluso – "siamo chiamati a fare altrettanto: condividere i beni, accogliere i poveri, vivere la Croce come laboratorio di carità;", specialmente in un mondo dove "pochi hanno troppo e molti troppo poco".
La Pia Confraternita del SS. Crocifisso
Fr. Mauro Botti, guardiano del convento, ci ha guidato in un percorso di riscoperta del Crocifisso realizzato nel XVII secolo da Frate Innocenzo da Petralia.
Nel cuore della tradizione francescana, infatti, accanto al celebre Crocifisso di San Damiano, sopravvive questa forma meno nota ma profondamente sentita di devozione che intreccia arte, fede e soprattutto storia locale: la Pia Confraternita del SS. Crocifisso è; frutto proprio di questa devozione e tutt’ora raccoglie devoti e pellegrini che hanno stretto un legame particolare con questa sacra immagine.
«La Confraternita del Santissimo Crocifisso di San Damiano, oggi, non si configura come una confraternita nel senso tradizionale del termine – spiega Fr. Mauro –. Non ha un’attività; strutturata come altre confraternite, ma è; legata affettivamente a questa specifica immagine del Crocifisso di Frate Innocenzo. Chi vi aderisce si impegna, in forma semplice, a compiere ogni anno almeno un pellegrinaggio a San Damiano per pregare dinanzi a quest’opera, partecipando alla Via Crucis e offrendo preghiere per i defunti». In cambio, la comunità; religiosa si impegna a celebrare tre messe per ogni confratello defunto, in un legame silenzioso ma costante tra laici e frati.
Il Crocifisso di frate Innocenzo
La genesi del Crocifisso è; legata al suo autore, di Frate Innocenzo, artista la cui fama si diffuse rapidamente nel 1600 tra i conventi del centro Italia. «Si trattava di un frate palermitano – racconta Fr. Mauro – che girava l’Italia centrale realizzando crocifissi molto amati dal popolo. Chiamato a San Damiano, nel 1637, in soli nove giorni – un tempo considerato miracoloso – scolpì il crocifisso tuttora conservato nella cappella laterale». Proprio la rapidità; e la bellezza dell’opera alimentarono la convinzione di un’opera ispirata da Dio.
«La cappella che lo ospita venne appositamente dedicata a questa immagine, che da allora non ha mai subito restauri, mantenendosi intatta da oltre 400 anni». Oggi, studiosi dell’Università; La Sapienza stanno effettuando una catalogazione delle opere di Frate Innocenzo, testimoniando l’interesse che ancora circonda questa figura di artista e religioso.
Fr. Mauro sottolinea un altro aspetto teologicamente e antropologicamente rilevante: «Nei secoli, i frati hanno sempre prodotto a San Damiano nuove immagini del Crocifisso, diverse l’una dall’altra, riflettendo la sensibilità; spirituale e culturale del tempo. Nel 1400 nel coretto di Santa Chiara venne eseguito un affresco con un crocifisso, poi agli inizi del ‘500 arrivò il grande crocifisso conservato oggi nel dormitorio di Santa Chiara. Quella di Frate Innocenzo è; solo una delle tante incarnazioni, ma è; quella che ha generato una devozione popolare tanto forte da resistere al tempo e che si è; affiancata a quella del Crocifisso di San Damiano, il cui originale è; conservato nel Monastero delle Clarisse di Assisi".
Il gesto semplice di inginocchiarsi davanti a quel Crocifisso continua a distinguere chi ad Assisi, ancora oggi, conserva un legame profondo con la memoria viva di San Damiano.







