Giovedì 30 luglio, presso la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, si è svolto il secondo incontro del Triduo di preparazione alla Solennità del Perdono di Assisi, un cammino spirituale che accompagna i fedeli verso la celebrazione dell’Indulgenza della Porziuncola.
A presiedere il secondo appuntamento è stato S.E. Mons. Felice Accrocca, Vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, che ha incentrato la sua meditazione sul valore della fede, presentata come un cammino di fiducia, di abbandono nelle mani di Dio e di riconciliazione con la propria esistenza.
Prendendo spunto dalla Prima Lettera di san Pietro e dalla Lettera agli Ebrei, il Presule ha ricordato come la fede sia «più preziosa dell’oro», perché conduce il credente ad affidarsi a Dio anche quando non tutto è comprensibile. «La fede è autentica quando ci si affida a Dio, ci si mette nelle sue mani, si desidera ciò che Egli vuole», ha affermato, sottolineando che essa non può essere ridotta a una semplice pratica religiosa o a un insieme di devozioni.
Richiamando il pensiero di san Francesco d’Assisi, Mons. Accrocca ha evidenziato come il valore della persona non dipenda dal possesso, dal successo o dall’apparenza, ma dalla sua relazione con Dio. «L’uomo di fede è colui che sa di valere nella misura in cui vale davanti a Dio. Come afferma san Francesco: “Quanto vale davanti a Dio, tanto vale, e non di più”», ha ricordato, invitando i fedeli a fare della propria vita un dono al Signore.
Al centro della riflessione anche il tema della riconciliazione con la propria storia personale, presentato come passaggio necessario per vivere pienamente il perdono. «Quanto più cresce questo affidamento a Dio, tanto più l’uomo diventa capace di riconciliarsi con la propria storia e di accettare la storia che Dio sta scrivendo con lui o con lei», ha spiegato il Vescovo, osservando come molte sofferenze nascano dalla difficoltà di accettare il proprio cammino, la propria famiglia, la propria condizione di vita.
Da questa riconciliazione, ha proseguito il Presule, nasce anche la capacità di perdonare gli altri e se stessi. Spesso, infatti, «siamo giudici spietati di noi stessi», mentre il Vangelo invita a riconoscere che Dio continua a operare nella storia di ciascuno, anche attraverso le prove e le fragilità.
La meditazione si è conclusa con un richiamo all’umiltà evangelica, attraverso le parole di san Francesco: «Beato quel servo che non desidera essere posto in alto di sua volontà, ma desidera sempre mettersi ai piedi degli altri», indicando nell’abbandono fiducioso a Dio la via per una fede matura e per una vita riconciliata.
Il Triduo si concluderà questa sera, 31 luglio, con il terzo e ultimo appuntamento di preparazione alla Solennità del Perdono di Assisi, che introdurrà i fedeli alle celebrazioni del 1° e 2 agosto, cuore dell’esperienza spirituale della Porziuncola e dell’annuncio francescano della misericordia.







