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La fraternità come dono, desiderio e responsabilità

Il Settenario prosegue: la Fraternità al centro della terza serata con la riflessione di fr. Simone Lunedei

Il 19 dicembre, alle ore 19.00, durante la celebrazione del Vespro presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli, si è svolta la terza serata del Settenario verso il Natale. A guidare la riflessione, dedicata alla parola Fraternità, è stato fr. Simone Lunedei.

Il cammino, intitolato “Sette parole di speranza… verso il Natale!” e ispirato a «Spes non confundit» (Rm 5,5) e al Documento sinodale “Lievito di Pace e di Speranza”, continua così ad accompagnare i fedeli verso il Natale del Signore, invitandoli a rileggere la propria storia alla luce della fedeltà di Dio.

Nella riflessione di fra Simone , a partire dalla profezia di Isaia, emerge l’invito a leggere le paure e le minacce della nostra vita – malattie, sofferenze, difficoltà relazionali – alla luce della speranza di Dio. Come il popolo di Israele minacciato, anche noi rischiamo di affrontare tutto nella solitudine, rifugiandoci in un “arcipelago di scuse” che ci impedisce di chiedere aiuto o di farci prossimi agli altri. Il Vangelo smaschera queste chiusure con parole chiare: «ho comprato un campo»; «ho comprato cinque paia di buoi», scuse che rifiutano l’invito di Dio: «venite, è pronto».

Al centro della meditazione c’è la fraternità come dono, desiderio e responsabilità. San Francesco lo riconosce con gratitudine: «il Signore mi dette dei fratelli», anche dopo fatiche e conflitti. Questo desiderio di fraternità abita profondamente il cuore umano, come mostra il racconto del bambino che, pur figlio unico, si sente fratello dei coetanei con cui condivide la vita. La Scrittura ci provoca con la domanda sempre attuale: «dov’è tuo fratello?», spingendoci a riconoscere chi è ai margini del nostro cuore, oltre alle povertà più evidenti.

La speranza cristiana, però, annuncia un tempo nuovo inaugurato da Gesù, tempo di riconciliazione e comunione: «il lupo dimorerà con l’agnello». Gesù stesso amplia la fraternità oltre i legami di sangue: «chi fa la volontà del Padre mio… è per me fratello, sorella e madre». Fra Simone conclude richiamando la carità come dono da ridonare, secondo il Vangelo: «gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date», perché solo un amore che si apre e si condivide rende pieno il cammino verso il Natale.

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