Il 20 dicembre, alle ore 19.00, durante la celebrazione del Vespro presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli, si è svolta la quarta serata del Settenario verso il Natale. A guidare la riflessione, dedicata alla parola Gioia, è stato fr. Adriano Bertero.
Il cammino, intitolato “Sette parole di speranza… verso il Natale!” e ispirato a «Spes non confundit» (Rm 5,5) e al Documento sinodale “Lievito di Pace e di Speranza”, continua così ad accompagnare i fedeli verso il Natale del Signore, invitandoli a rileggere la propria storia alla luce della fedeltà di Dio.
Nella riflessione di fra Adriano Bertero la meditazione si apre con un esercizio semplice ma profondo: “fotografare” la più grande gioia vissuta nella propria vita, custodirla nella memoria e interrogarsi sulla sua origine. A partire dal Vangelo di Luca, risuona con forza l’annuncio dell’angelo: «non temete», parola che attraversa tutta la Scrittura e accompagna le grandi svolte della storia della salvezza. È un invito alla fiducia, perché Dio conosce le nostre paure e ci precede con una promessa di bene: una gioia che non nasce da noi, ma che ci viene incontro.
Fra Adriano chiarisce che la vera gioia è oggettiva, non fabbricata dall’uomo né fondata sui successi o sulle opere destinate a crollare. Gesù stesso lo ricorda ai discepoli: «non rallegratevi perché i demoni si sottomettono a voi, ma perché i vostri nomi sono scritti nei cieli». Tuttavia, questa gioia va anche esercitata: nell’ascolto dell’annuncio, nell’abbandono fiducioso alla Parola, nella ricerca perseverante e nella memoria grata delle visite di Dio, come Israele che erigeva stele per ricordare il passaggio del Signore.
Infine, l’annuncio della gioia si rivolge ai pastori, a coloro che vegliano nella notte e stanno ai margini: oggi possono essere i rider, le badanti, le forze dell’ordine, i soccorritori, i carcerati, i dimenticati. Sono loro, dice Gesù, che spesso «ci precederanno nel Regno». Fra Adriano conclude condividendo la sua esperienza più grande: la scoperta di essere insieme «traditore e perdonato», una gioia che conduce alla luce. L’augurio finale è che anche la nostra gioia più vera sia quella che parla del Signore e ci conduce a Lui.







