Luogo delle origini e del Perdono

La Notte dei Santi

Nella Cappella del Crocifisso, fino al 6 novembre, esposte le reliquie conservate nella Basilica

Nella notte del 31 ottobre nella Basilica di Santa Maria degli Angeli si è accesa la luce della santità: la solennità di Tutti i Santi è iniziata con la veglia di preghiera alla Porziuncola, presieduta da fr. Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi.

La celebrazione, semplice e intensa, ha radunato fedeli, frati e pellegrini nella preghiera e nell’adorazione eucaristica, in un clima di raccoglimento e di gratitudine per la moltitudine di santi che la Chiesa onora in questi giorni.

L’omelia di fr. Marco Moroni

Nella sua riflessione fr. Marco Moroni (qui il video integrale) ha ricordato che non siamo soli nel cammino di fede: «I santi – ha detto – ci accompagnano in ogni preghiera e liturgia, formando con noi un’unica Chiesa. Guardare a loro significa imparare ad accogliere e a vivere l’amore di Dio, che in loro si è manifestato pienamente. Gesù, nel Vangelo di Giovanni, ci invita a rimanere nel suo amore come lui è rimasto nell’amore del Padre: da questo legame nasce il vero frutto della vita cristiana, che non consiste nei successi umani, ma nell’amore donato fino alla fine, nella gioia che nasce dall’unione con Cristo anche nei momenti di prova». Moroni ha invitato a non cercare la gioia altrove, ma a riconoscerla come dono profondo e duraturo che viene dal Signore.

Dopo l’adorazione eucaristica, una processione ha condotto i fedeli verso la Cappella del Crocifisso, dove sono state esposte alla preghiera e alla devozione alcune delle numerose reliquie custodite nella Basilica.

Le reliquie nella Cappella del Crocifisso

«È un patrimonio inestimabile che sarà esposto alla venerazione fino al 6 novembre – spiega fr. Cornelio Pallares, il Sacrista della Basilica che ha allestito la Cappella – e che annovera reliquie dei santi di secoli fa, come San Francesco, Santa Caterina, San Bernardino da Siena, San Bonaventura, fino a quelli più recenti, come i pastorelli di Fatima e San Carlo Acutis».

I preziosi reliquiari, disposti con cura e bellezza, sono stati realizzati dallo stesso fr. Cornelio attraverso una tecnica antica e raffinata: «Si chiama filigrana di carta – racconta – ed è un’arte che utilizza sottili strisce di carta arrotolate e modellate per incastonare e valorizzare le reliquie».

Un segno di comunione tra le famiglie religiose

Quest’anno, la Cappella del Crocifisso presenta anche una novità significativa, segno concreto di comunione tra le diverse famiglie religiose. «La particolarità di quest’anno – racconta fr. Cornelio – consiste nel fatto che alcune suore appartenenti all’USMI (Unione Superiore Maggiori d’Italia), hanno concesso in prestito alla Basilica le reliquie del proprio fondatore o del padre fondatore dei rispettivi istituti. È un gesto di grande fraternità ecclesiale – aggiunge – che arricchisce la preghiera di questi giorni e ci fa sentire parte di una stessa famiglia di santi e di testimoni del Vangelo».

Le reliquie, esposte accanto a quelle già custodite nella Basilica, rendono visibile l’unità della Chiesa nella diversità dei carismi, offrendo ai fedeli la possibilità di sostare in preghiera anche davanti ai fondatori e alle fondatrici che hanno contribuito, nei secoli, alla fioritura della vita consacrata in Italia.

La riscoperta di due antichi martiri: Santa Giuliana e San Massimino

Tra le reliquie esposte in questi giorni, particolare rilievo hanno assunto quelle di Santa Giuliana e San Massimino, due martiri del III secolo, recentemente oggetto di un attento restauro e di una nuova ricognizione.

Nel cuore della Basilica, accanto alla Porziuncola tanto amata da san Francesco, questi due santi “silenziosi” testimoniano una fede antica che ha attraversato i secoli. Le loro reliquie, provenienti dalle catacombe romane, furono traslate ad Assisi nel XVII secolo e da allora riposano in due cappelle laterali: Santa Giuliana sull’altare di San Pietro in Vincoli, San Massimino nella Cappella della Deposizione.

Il recente intervento, autorizzato dal Dicastero delle Cause dei Santi e supervisionato dalla Curia diocesana di Assisi, ha restituito splendore ai cassoni lignei che li custodiscono, permettendo anche una nuova verifica del loro buono stato di conservazione.

La storia di Santa Giuliana e San Massimino

Le reliquie di Santa Giuliana furono estratte dal cimitero di Ciriaco a Roma nel 1667 e collocate nella Basilica di Santa Maria degli Angeli nel 1680. Il suo corpo, vestito con un abito settecentesco restaurato di recente, riflette la cura e la venerazione con cui nei secoli è stata custodita la sua memoria: un abito semplice ma prezioso, arricchito da merletti e sete, segno di una devozione che unisce arte e fede.

Anche San Massimino, il cui corpo giunse ad Assisi nel 1665, proviene dalle catacombe romane. La sua presenza nella Basilica ricorda la fedeltà silenziosa dei primi cristiani, testimoni fino al dono della vita. Le corone e le palme del martirio che accompagnano le sue reliquie parlano ancora oggi della vittoria della fede sulla morte.

Un invito alla santità

La Notte dei Santi alla Porziuncola è stata un invito alla speranza. Le reliquie, le luci, il silenzio della preghiera e la presenza dei fedeli hanno trasformato la vigilia di Ognissanti in un momento di comunione profonda con la “grande famiglia dei santi”.

Domani, 1° novembre, le Sante Messe per la solennità di Tutti i Santi si terranno in Basilica per tutta la giornata, mentre il 2 novembre la comunità si raccoglierà ancora per la Commemorazione dei Defunti, in un continuum di preghiera che abbraccia la Chiesa del cielo e quella della terra.

Come ha detto fr. Cornelio, «le reliquie ci ricordano che la santità non è lontana, ma è una possibilità che ci interpella ogni giorno. Questi santi, limitati e fragili come noi, ci mostrano che la grazia può fare meraviglie».

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