Luogo delle origini e del Perdono

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La Piazza di Francesco

Migliaia di giovani inaugurano il GO! Franciscan Youth Meeting: «Assisi torna a vivere il suo Capitolo delle Stuoie»

C’è un luogo ad Assisi che, più di ogni altro, sa trasformare una piazza in una casa. È la Piazza Inferiore della Basilica di San Francesco, dove da secoli pellegrini provenienti da tutto il mondo si fermano per incontrare il Poverello. Ieri sera quella stessa piazza è tornata a riempirsi di volti, lingue, bandiere e sorrisi: migliaia di giovani provenienti da tutta Europa e dal mondo hanno dato ufficialmente inizio al GO! Franciscan Youth Meeting, uno dei principali appuntamenti dell’Anno Centenario del Transito di San Francesco.

È stata la Piazza di Francesco. Una piazza diventata simbolo di fraternità, dove il desiderio di incontrarsi ha superato ogni confine geografico, culturale e linguistico, restituendo l’immagine di una Chiesa giovane, viva e universale.

Ad aprire la serata sono stati i saluti di fra Marco Moroni OFMConv, Custode del Sacro Convento, e di Davide Rondoni, presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’VIII Centenario della morte di San Francesco. L’inno ufficiale del Meeting, Ho fatto la mia parte, interpretato da fra Graziano Malgeri OFM e Sara Pinna, ha poi dato voce al desiderio condiviso di mettersi in cammino sulle orme del Santo di Assisi.

Il primo grande momento di riflessione è stato affidato al Vescovo di Assisi-Nocera U.- Gualdo T. e di Foligno, mons. Felice Accrocca, che ha accompagnato i giovani in un viaggio alle origini del francescanesimo, ripercorrendo il significato del celebre Capitolo delle Stuoie del 1221. Ma il suo non è stato uno sguardo rivolto al passato. È stato piuttosto un invito a leggere il presente.

Come allora migliaia di frati raggiunsero Assisi mossi dal desiderio di seguire radicalmente il Vangelo, così oggi i giovani sono chiamati ad avere il coraggio di non vivere una fede “a tempo determinato”. Accrocca ha provocato i ragazzi a non aver paura delle scelte definitive, in un tempo in cui tutto sembra provvisorio, ricordando che solo chi si dona realmente agli altri scopre la gioia piena. Francesco, ha ricordato, non conquistò il mondo trattenendo qualcosa per sé, ma consegnando interamente la propria vita.

Dalla storia si è passati alla quotidianità con l’intervento dello scrittore e insegnante Marco Erba, che ha raccontato la propria esperienza tra i banchi di scuola, dove ogni giorno incontra ragazzi spesso segnati da fragilità, solitudini e ferite invisibili.

Attraverso quattro parole – scintilla, speranza, dono, perdono – Erba ha mostrato come la bellezza continui a fiorire anche nelle situazioni più difficili. Tra gli episodi che hanno maggiormente colpito i giovani presenti, il racconto di una studentessa apparentemente disinteressata alle lezioni, che in un tema sull’Eneide confessò di riconoscere nell’eroismo di Enea la lotta quotidiana di sua madre e le difficoltà della propria famiglia. Una storia che ha ricordato come dietro ogni volto esista una vicenda che merita di essere ascoltata.

Il racconto si è concluso con una testimonianza di perdono nata dalla guerra nei Balcani: una madre che, dopo aver perso il figlio, sceglie di assumere nel proprio locale uno degli uomini che aveva combattuto dalla parte avversaria. Un gesto che, agli occhi del mondo, appare incomprensibile, ma che restituisce tutta la forza rivoluzionaria del Vangelo.

Tra un momento di riflessione e l’altro, la piazza si è trasformata in una grande festa grazie all’animazione dei giovani francescani: canti, balli e gesti semplici hanno dato forma a quella fraternità che rappresenta il cuore stesso del GO! Franciscan Youth Meeting.

A chiudere la serata è stato il Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori, fra Massimo Fusarelli OFM. Dopo una piazza piena di musica, applausi e voci provenienti da ogni parte del mondo, ha chiesto ai giovani un gesto tanto semplice quanto inatteso. «Proviamo a fare un momento di silenzio.» Per alcuni istanti la Piazza Inferiore della Basilica di San Francesco è rimasta immobile. Migliaia di giovani hanno custodito nel cuore i propri pensieri, le proprie speranze, le persone amate, le preoccupazioni e le gioie portate fino ad Assisi.

«Portiamolo con noi in questi giorni», ha detto fra Massimo al termine di quel silenzio. «Ci saranno tante voci, tanti canti e tanta gioia. Ma questo silenzio è molto importante: è la sorgente da cui tutto nasce.»

Poi, ognuno nella propria lingua, il Padre Nostro ha unito popoli diversi in un’unica preghiera, prima della benedizione finale affidata all’intercessione di san Francesco. Così si è conclusa la prima serata del GO! Franciscan Youth Meeting. Non come la fine di un evento, ma come l’inizio di un cammino.

Per quattro giorni Assisi tornerà a vivere quello spirito che oltre ottocento anni fa riunì migliaia di frati attorno a Francesco. Oggi non ci sono più le stuoie, ma restano la stessa sete di fraternità, lo stesso desiderio di pace e la stessa domanda di felicità che continua a muovere il cuore dei giovani.

La Piazza di Francesco è tornata a riempirsi. E, ancora una volta, da Assisi è ripartita una speranza capace di parlare al mondo.

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