Un frammento della roccia della Grotta dell’Annunciazione di Nazaret, in Galilea, luogo sacro dove la tradizione cristiana colloca il "sì" di Maria a Dio, sarà; esposto per la prima volta alla Porziuncola di Assisi in occasione del 25 marzo, in cui si festeggia il ritorno della Basilica nel suo splendore.
L’evento, carico di significato storico e teologico, corona infatti il giorno della restituzione della Basilica di Santa Maria degli Angeli dopo i lavori di consolidamento post-sisma e rinsalda il legame tra Terra Santa e la culla del Francescanesimo.
Un dono dalla Terra Santa
La reliquia, concessa dalla Custodia di Terra Santa, è; stata accolta con emozione da fr. Massimo Travascio, custode del santuario.
«Questo gesto – ha dichiarato fr. Alberto Pari, segretario della Custodia di Terra Santa – è; un segno di comunione tra due luoghi fondamentali per la nostra fede: Nazaret, dove tutto ebbe inizio, e la Porziuncola, cuore dell’Ordine Francescano, che sono ora uniti da un legame tangibile».
La scelta della data non è; casuale: il 25 marzo 1569 fu posata la prima pietra della Basilica di Santa Maria degli Angeli, e proprio l’Annunciazione è; raffigurata nella Pala di Prete Ilario da Viterbo sopra il piccolo presbiterio della Porziuncola, la cui realizzazione risale al 1393. La coincidenza sottolinea la continuità; tra storia, arte e devozione.
Un "sì" che cambiò la storia
Fr. Massimo ha ricordato il valore universale della Grotta di Nazaret: «è; il luogo in cui Dio si è; fatto carne grazie all’accoglienza di Maria. Ospitare qui una sua reliquia significa riproporre a ogni pellegrino la stessa domanda: qual è; il nostro ‘sì’ a Dio oggi?».
«In momenti solenni abbiamo esposto reliquie straordinarie francescane, come i capelli di Santa Chiara e il sangue di San Francesco -, ha aggiunto fr. Cornelio Pallares, sacrista del Santuario – ma questa, proveniente dalla casa di Maria, ha un valore unico: ci riporta alle radici stesse del Cristianesimo».
Un’opportunità; per i pellegrini
L’esposizione offre ai fedeli l’occasione di vivere un’esperienza di fede profondamente legata alle origini. In un’epoca di fragilità;, come quella segnata dal sisma che ha interessato la Basilica, la reliquia arriva a simboleggiare anche una rinascita: quella di una comunità; che, attraverso la pietra di Nazaret, ritrova le sue fondamenta.







