Guanabacoa, Cuba – Le parole del Ministro ci raggiungono alla sera, ma a Cuba sono solo le 3 del pomeriggio. Nel suo racconto quotidiano, da quel mondo così distante dal nostro, ogni parola diventa testimonianza (qui il primo giorno).
Fr. Francesco Piloni, Ministro Provinciale di Umbria e Sardegna, è; in visita canonica ai frati di Cuba, e descrive con parole cariche di emozione il suo secondo giorno a Guanabacoa, dove ancora sono presenti una chiesa e un convento. Qui i Francescani hanno scritto pagine di storia e carità; fin dal 1850. “Era uno dei nostri conventi più importanti, ora è; abbandonato”, annota. Ma proprio di fronte, in una modesta casa blu, resiste un miracolo quotidiano: due suore della Carità; insieme al sostegno dei frati tengono in piedi un’opera di resistenza umana, rivolta agli anziani, a cui procurano cibo e medicine.
“Queste suore sono la provvidenza di Dio”
A parlare è; Rafael, un anziano di Cuba, senza una gamba, che fr. Francesco incontra con commozione. “Mi ha detto così, senza retorica”, scrive il Ministro. “Durante il Covid cucinavano e portavano il cibo a chi non poteva muoversi. E ogni mattina danno la colazione ai bambini di famiglie che non hanno nulla”.
è; una carità; che non ammette discorsi, fatta di “sorrisi” e “pane condiviso”, mentre il Paese si svuota per l’emigrazione e gli anziani restano soli.
Poi, all’improvviso, un temporale tropicale irrompe a bagnare la mattinata. “Noi non siamo abituati a così tanta acqua – ma qui è; una benedizione”, osserva Fr. Francesco. “Era da più di un mese che non pioveva”. Le gocce ridanno vita alla terra riarsa, e per un attimo tutto sembra “assolutamente bello e verde”, come a voler compensare le ferite di un popolo.
Ma ciò che colpisce profondamente Fr. Francesco non è; la miseria materiale, quanto “la dignità; meravigliosa di questa gente”, confida. è; un’osservazione che va oltre l’economia, tocca l’anima di Cuba: un’isola dove la fede riesce ad andare oltre le cicatrici profonde e, come raccontato dal rettore del seminario di Cuba, rilancia la dignità; delle persone”.
Francescanesimo cubano: “Mettersi a fianco, senza giudicare”
“Le radici qui parlano di Francesco e del nostro carisma”, annota Fr. Piloni. “Non si tratta di contestare la storia di questo Paese, ma di camminare accanto alla gente, partendo dal loro passo”. Gran parte dei religiosi arrivano da fuori l’isola, ma portano una presenza che non impone: accompagna. Come le suore della casa blu, come fr. Matteo, come Rafael che, nonostante tutto, “continua a credere nella Provvidenza”.







