Nella notte santa di sabato 19 aprile 2025, la Basilica di Santa Maria degli Angeli ha accolto una moltitudine di pellegrini, fedeli e religiosi – accorsi per celebrare la Veglia pasquale, la "madre di tutte le veglie", culmine dell'anno liturgico e cuore pulsante del mistero cristiano.
La Veglia si è; aperta nel segno della luce. Dopo un giorno di silenzio e di lampade spente, la celebrazione ha avuto inizio dalla piazza antistante la Basilica con la benedizione del fuoco da parte del parroco dell’unità; pastorale di Santa Maria degli Angeli-Castelnuovo-Tordandrea e Costano, fr. Saul Tambini, che ha presieduto il rito, insieme al Ministro Provinciale fr. Francesco Piloni, al Custode della Porziuncola fr. Massimo Travascio, a sacerdoti e diaconi e frati del servizio liturgico. La Corale Porziuncola anche stasera ha accompagnato tutta la liturgia.
Fr. Saul ha preso la luce dalla fiamma benedetta e ha acceso il grande Cero pasquale sulla piazza. Il corteo ha percorso poi la Basilica, sostando per 3 volte e annunciando il Lumen Christi "che viene a portare via le tenebre". Dal pulpito si è; elevato un inno speciale e antichissimo, il "Preconio", cantato da fr. Matteo Ferraldeschi: è; un canto parla di Gesù risorto, come un agnello, un pastore, l'acqua viva e il pane della vita: tutto si compie in Lui. Il Preconio ricorda che la notte di Pasqua è; quella in cui le antiche promesse si realizzano e i sacramenti diventano segni della nostra unione con la Pasqua del Signore.
La seconda parte della ricca liturgia, ha previsto nove letture prese dall'Antico e dal Nuovo Testamento, in cui sono stati ripercorsi i momenti più importanti di come Dio ha salvato l'umanità;, dalla creazione fino alla risurrezione gloriosa di Gesù. Prima della lettura del Nuovo Testamento, le campane, che erano rimaste in silenzio dal Giovedì Santo, sono tornate a suonare a festa insieme all'organo e subito è; esploso il Gloria. Le luci si sono completamente accese: la nuova illuminazione della Basilica, che ha da poco festeggiato la fine dei restauri e della messa in sicurezza, ha creato un’atmosfera di gioia ancora più avvolgente e commovente.
Nell’omelia, fr. Saul ha esortato a non ridurre l'annuncio pasquale a un semplice incoraggiamento o a una storia consolatoria: "Noi non siamo qui invitati a una celebrazione così intensa, così solenne, semplicemente per ascoltare un annuncio che suoni come l'ennesima figura di resilienza… No, noi siamo qui per ascoltare una parola radicalmente nuova". L’annuncio della Risurrezione viene presentato in forma negativa – "Egli non è; qui" – perché contraddice le aspettative umane e sfida le certezze del mondo, soprattutto quella della morte. "Il mondo conosce solo questa certezza, quella della morte… a questa certezza contribuiscono i nostri egoismi, le nostre indifferenze, le nostre ambizioni".
La speranza cristiana non nasce da illusioni o utopie, ma si fonda sul sepolcro vuoto, un segno che supera ogni logica umana. "La speranza cristiana vede la spiga dove i nostri occhi vedono solo il seme che marcisce". Dio trasforma anche ciò che appare perduto. L’annuncio pasquale risplende proprio nell’oscurità;: "è; Dio che disse: ‘Rifulga la luce dalle tenebre’… Egli non è; qui, dunque è; risorto, è; veramente risorto!". La vittoria di Cristo sulla morte è; una novità; assoluta, che ridona speranza oltre ogni disperazione.
Nel video, l'omelia integrale di fr. Saul Tambini.
Dopo l'aspersione con l'acqua benedetta, la liturgia dell'Eucaristia: così la Veglia Pasquale si è; compiuta. E così, in questa notte santa che risuona ancora dell'eco del Cantico delle Creature composto otto secoli fa, e nel cuore del Giubileo che invita alla speranza, la luce del Risorto ha irradiato la Porziuncola, ricordando l'amore infinito di Dio che, ieri come oggi, vince ogni tenebra.







