A Osaka, nell’ambito dell’Esposizione Universale del 2025, la Regione Umbria si è presentata al mondo con il motto “L’Umbria in tutti i sensi”. Un invito ad accostarsi non soltanto a un territorio, ma a un’esperienza capace di toccare profondamente lo spirito.
In questa cornice, il 2 settembre, la Provincia dei Frati Minori dell’Umbria ha portato la sua voce attraverso fr. Giulio Michelini, presbitero e teologo italiano dell’Ordine dei Frati Minori, chiamato a rappresentare l’eredità di San Francesco d’Assisi nel Padiglione Italia, durante la Settimana dedicata alla regione.
Un momento non marginale, ma emblematico, perché l’Umbria, “cuore d’Italia”, non può essere compresa senza il santo che più di ogni altro ne ha plasmato identità e destino.
«Ringrazio l’organizzazione di questa settimana dell’Umbria all’Expo – ha esordito fra Giulio – perché la regione che si trova al cuore dell’Italia non sarebbe la stessa senza San Francesco d’Assisi e il Francescanesimo. In un contesto dove si parla di sostenibilità e futuro del pianeta, è importante ascoltare la voce di un santo che, a ottocento anni dalla sua morte, ha ancora molto da insegnare».
L’insegnamento nel Cantico delle creature
Il primo insegnamento evocato è quello del Cantico delle creature, la grande lode che Francesco compose nel tempo della sofferenza. Non un inno alla natura in sé, ma al Creatore attraverso il creato: «Francesco invita a non fermarsi alla bellezza delle cose, ma a risalire da esse al loro principio, Dio stesso. È lode che nasce nella prova, come quella dei tre giovani di Daniele nella fornace: nonostante il dolore, lo sguardo si apre alla speranza».
La teologia della speranza
Il secondo tratto della spiritualità francescana, sottolineato da Michelini, riguarda il rispetto per la vita custodita negli alberi. «Quando i frati tagliano legna, Francesco proibiva loro di recidere del tutto l’albero, perché potesse gettare nuovi germogli. Non è soltanto buon senso, ma teologia della speranza. Anche quando il tronco sembra morto, resta la radice da cui Dio può far nascere vita nuova». In questa prospettiva, l’albero diviene segno sacramentale del rinnovamento, ponte tra Scrittura e creazione, parabola vivente di Cristo “germoglio di Iesse”.
Da Assisi al Giappone, questa parola si intreccia con l’attenzione orientale per la natura, dall’hanami al momijigari. «La voce di Francesco – ha concluso fra Giulio – oggi risuona come appello radicale: non distruggere ciò che può rinascere. Custodire la vita, in ogni forma, è già collaborare al mistero della Risurrezione».
Scarica il testo integrale dell’intervento di fr. Giulio Michelini OFM Michelini – Intervento Expo Osaka 2025
Link della diretta YouTube REGIONE UMBRIA – Umbria cuore verde d’Italia: persone, territori, ambiente https://www.youtube.com/watch?v=-BnFf2vgZT8







