Il viaggio di Fr. Francesco continua, e ogni giorno aggiunge un tassello prezioso a un mosaico fatto di fede, ascolto e presenza. I suoi appunti di viaggio (qui il terzo giorno) non sono solo cronaca, ma riflessione sul presente e testimonianza viva di ciò che accade in quella terra sospesa tra luce e povertà;, tra fede e attese.
Il quarto giorno della visita canonica del Ministro Provinciale Fr. Francesco Piloni si è; snodato nella semplicità;. «Giornata semplice sì, ma luminosa – racconta Fr. Francesco – La ricchezza è; stata tutta negli incontri: il cuore della missione, l’anima del nostro essere qui».
La mattina si è; aperta con un momento di preghiera nella chiesa della parrocchia di Santa Croce di Gerusalemme. Un evento ordinario, forse, ma che ha assunto tratti di straordinaria intensità; quando due fratellini, figli della stessa madre ma di padri diversi, si sono inginocchiati in silenzio, quasi istintivamente, durante le Lodi.
«Avranno avuto sei o sette anni. Vedere quei bambini inginocchiarsi con naturalezza mentre pregavamo mi ha commosso profondamente. In Italia, a quell’età;, è; raro vedere un gesto simile».
Nelle parrocchia, ogni settimana, in tre giorni stabiliti, si svolge la distribuzione dei farmaci. «Le persone qui vengono a bussare alla porta della Chiesa perché non possono permettersi i farmaci che i medici prescrivono. Sono madri, padri, anziani, giovani, tutti accomunati dallo stesso bisogno: essere curati». è; stato un frate irlandese – ora assente – a creare questa rete miracolosa: turisti e agenzie di viaggio portano medicinali dall’estero. Il lavoro è; coordinato dai frati e viene gestito anche da Gretel, una cooperante che li supporta con rara delicatezza.
«Gretel è; un angelo – dice il Ministro –. è; una presenza silenziosa e forte, mediatrice tra la comunità; e il bisogno, tra il dolore e la speranza. Non posso che benedire il Signore per persone come lei».
Nel pomeriggio si è; svolta la Messa Crismale, celebrata con anticipo rispetto al calendario liturgico romano. La celebrazione è; stata occasione di incontro tra i sacerdoti locali, invitati tutti al pranzo comunitario dal Cardinale in occasione del Giubileo sacerdotale. Tra di loro, il frate cubano Fra Luis.
è; stato proprio Fra Luis a pronunciare parole che Fr. Francesco ha custodito nel cuore: “Essere qui oggi non è; più solo una chiamata. è; un’urgenza dello spirito, un’urgenza che chiede di accompagnare questo popolo in una fase così delicata della sua storia”. Non con discorsi, ma stando accanto. «Perché l’amore, quando è; vero, arriva fino in fondo. E vince».
Quelle parole risuonano come un’eco delle intuizioni del Ministro: «Sentirle da chi vive qui è; stata una conferma: il bene, alla fine, vince».
La sera si è; chiusa sulla spiaggia, in una Cuba più innaturale, tra alberghi giganteschi e semivuoti, con la stagione turistica invernale alle spalle. Un tempo di fraternità;, certo, ma anche di silenziosa riflessione. «Chiedo a Dio di suscitare vocazioni missionarie per questa terra – conclude Fr. Francesco – così affascinante, così complessa, così vera».







