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Marianna Boccolini: aperta l’inchiesta diocesana della Causa di beatificazione

Ricevuto il nulla osta del Dicastero delle Cause dei Santi

Alla vigilia di Pentecoste nella Concattedrale di Narni, il vescovo Francesco Antonio Soddu, dopo aver ricevuto in data 10 marzo 2025 il nulla osta del Dicastero delle Cause dei Santi, ha aperto ufficialmente l’inchiesta diocesana per la Causa di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio Marianna Boccolini (1992-2010), in presenza del Delegato episcopale don Giuseppe Capsoni, del Postulatore della causa don Francesco Buono e di una folta assemblea di fedeli.

Il canto di inizio­ – la Preghiera semplice ispirata a S. Francesco tanto amata da Marianna che ne aveva fatto un programma di vita – ha introdotto la recita dell’Ora media. Si sono poi susseguiti i giuramenti da parte degli officiali del Tribunale, del Postulatore, del Censore teologo padre Guglielmo Spirito, e dei membri della commissione storica guidata da don Lorenzo Spezia, e composta anche da don Alessandro Fortunati e dal prof. Fausto Dominici, docente del Liceo classico C. G. Tacito di Terni frequentato dalla Serva di Dio.

Il Vescovo, come di rito, toccando la croce pettorale e invocando lo Spirito Santo, ha giurato di voler adempiere con “fedeltà e diligenza il compito che mi spetta nell’inchiesta diocesana sulla vita e sulle virtù eroiche, nonché sulla fama di santità della Serva di Dio […], e di voler restare libero da compromessi e condizionamenti. Che Dio mi assista”.

Padre Massimo Reschiglian ha tratteggiato la biografia storica e spirituale della Serva di Dio, richiamandone il carisma di compassione e misericordia, di gioia e speranza, vissuti nella vita laicale e quotidiana.

Nata a Narni (TR) il 7 maggio 1992, Marianna è morta in un incidente stradale a soli 18 anni, il 18 agosto 2010, dopo aver previsto la sua morte, perdonando in anticipo il responsabile del sinistro e preparando sua madre a fare altrettanto. Marianna ha testimoniato la fede in Cristo vivendo sempre con amore (quella che lei chiamava “la teoria dell’ultimo giorno”) ogni incontro, gesto e parola, rivolti al prossimo visto sempre come un dono di Dio, convinta che: “la pace, la gioia, la bontà inizia nei piccoli luoghi, inizia da noi”. Appassionata dei suoi “capitani coraggiosi” come Giovanni Paolo II, madre Teresa di Calcutta, don Tonino Bello, Martin Luther King e altri, perseguiva l’ideale di “un mondo a colori”, una civiltà della carità fraterna.

Gli amici dicono di lei: “sapeva amare senza pretendere di essere amata”; i docenti del liceo classico l’hanno definita “esempio di come l’humanitas, l’insieme di quei valori eterni insiti nella nostra civiltà, possa fermentare all’interno di un cuore”. Un docente convertitosi dopo la sua morte afferma: “Ha testimoniato con la sua vita ciò che mille parole non avrebbero potuto dire”. Sempre attenta agli ultimi scrive: “preghiamo Dio […] di farci sentire partecipi della sofferenza altrui”. Pur avendo affrontato dolori, come la separazione dei genitori a 7 anni e una grave emicrania esordita a 10 anni, che le dava disturbi e limitazioni, a 11 anni scrive: “Grazie, Dio, per i doni della Terra, per la salute, per la gioia che ho, ma, innanzitutto grazie per avere dato a tutti noi il dono della vita. Io ti lodo, Signore, e ti ringrazio per questo dono insuperabilmente bello e prezioso e io ti prego perché tutti si rendano conto di quello che hanno e perché imparino ad amarlo e apprezzarlo”. Appassionata di arte, musica e letteratura, studia pianoforte e dipinge, e consegue sempre risultati scolastici eccellenti che mai ostenta.

Infine, padre Massimo ha ricordato che la testimonianza di Marianna è un modello di compassione, perdono e speranza per la Chiesa e, in particolare, per i giovani, e una compagna di viaggio nel cammino di fede. Scrive Marianna: “Il Regno di Dio è la nostra meta, è la meta di ogni cristiano […]. Chiunque può raggiungerlo e sarà ancora più facile unendo le proprie forze con quelle degli altri Cristiani, avendo profonda fede in Dio e mettendo in pratica i Suoi insegnamenti […]. Saper guardare le piccole cose con attenzione apprezzandole ognuna come un grande dono di Dio, così come saper guardare serenamente alle grandi cose della vita non potrà che condurre lontano, nel Regno dei cieli”.

Marianna è sepolta nel cimitero di Narni. La sua fama di santità si è spontaneamente diffusa anche all’estero. Ci sono state grazie attribuite alla sua intercessione e molte richieste di preghiera continuano a giungere, anche attraverso il sito ufficiale (www.mariannaboccolini.it).

Prima della Benedizione finale, il Vescovo ha invitato i fedeli alla preghiera presentando l’orazione da lui approvata per chiedere l’intercessione della Serva di Dio. Don Francesco Buono, Postulatore della Causa, al termine della cerimonia ha affermato che avviare un processo per una ragazza così giovane, per la Chiesa “è un segno dei tempi”. Facendo riferimento anche a Carlo Acutis e Piergiorgio Frassati ha aggiunto: “è un tempo in cui questi santi della porta accanto diventano una luce e un segno di come, anche se giovani, possano camminare anzi correre verso la santità. A volte si dice che i giovani siano superficiali, invece scopriamo, anche attraverso Marianna, che i giovani hanno una profondità, una sete, un desiderio di domande grandi e di risposte grandi, quasi per splendere, come dice la Scrittura, come astri del cielo in questa generazione, per essere luce anche per i loro coetanei, in questi tempi”.

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