Mercoledì 16 aprile nella cattedrale di San Rufino di Assisi il vescovo monsignor Domenico Sorrentino ha presieduto la Santa Messa crismale, concelebrata dal Ministro Provinciale dei frati minori fr. Francesco Piloni e dal Vicario episcopale fr. Massimo Travascio OFM per la Basilica di Santa Maria degli Angeli, dal Vicario Provinciale fr. Danilo Tremolada, alla presenza di numerosi presbiteri diocesani e religiosi che prestano servizio in diocesi.
La Messa Crismale è; un rito di profonda valenza sacramentale e comunitaria, culmine di unità; e segno tangibile della Chiesa come sacramentum salutis. Cuore della celebrazione è; la benedizione degli Oli Santi, strumenti di grazia nei sacramenti che segnano le tappe della vita cristiana: il Crisma, consacrato per Battesimi, Cresime e Ordini sacri; l’Olio dei Catecumeni, segno di forza preparatoria al Battesimo; e l’Olio degli Infermi, conforto nella prova della malattia. Ma è; anche manifestazione della pienezza del Sacerdozio: infatti i presbiteri, in comunione con il loro Vescovo, hanno rinnovato le loro promesse. Proprio in questo giorno, sono stati ricordati gli anniversari di sacerdozio: 25 anni per fr. Rosario Gugliotta, fr. Claudio Festa e fr. Luca Paraventi, e il 60 anni di fr. Alberto Spiccalunto.
Il vescovo Sorrentino nell’omelia ha sottolineato l’importanza del Mercoledì Santo, giorno in cui la Chiesa si prepara al Triduo Pasquale ripercorrendo il cammino di Gesù verso la Passione. “La comunità; è; chiamata a vivere questo mistero non come spettatrice, ma come partecipe del sacrificio di Cristo”.
Tre parole chiave: Speranza, Cantico, Sinodo
Il vescovo ha consegnato alla comunità; tre parole fondamentali per vivere questo tempo: la prima è; speranza. “Dobbiamo credere che c’è; speranza, nonostante tutto – ha detto Mons. Sorrentino -. La speranza non è; un’illusione, ma una certezza radicata nell’amore di Dio”.
La seconda parola è; Cantico: “Il riferimento a San Francesco d’Assisi, nell'anno dell'VIII Centenario del Cantico di Frate Sole, diventa simbolo di una fede gioiosa e coraggiosa: noi siamo l’anima di Dio. E Francesco ci insegna che la notte dell’umanità; può essere trasformata dall’abbraccio di Dio”. E infine Sinodo: “Sinodo, che significa “cammino”, e ricorda il cammino gioioso, fatto insieme: Sinodo è; anche ascolto dei bisogni della chiesa, ma di una chiesa che cammina insieme, capace di fare il punto della sua situazione, per capire dove sta andando! Noi siamo il popolo di Dio e dobbiamo fare sul serio: siamo fratelli e sorelle ognuno con il suo compito, guidati dallo Spirito di Dio, con cui anche l’impossibile diventa possibile”.
La Chiesa come comunità; in cammino
Il vescovo ha invitato a riflettere sulla missione della Chiesa oggi, sottolineando l’importanza dell’unità; e della testimonianza: "Siamo una Chiesa grande, significativa, intensa… Non c’è; motivo di dividerci, perché siamo tutti guidati dallo stesso Spirito”. Ha richiamato anche l’esempio dei santi e dei martiri, che hanno portato avanti la fede con coraggio: "La bellezza di un uomo come Francesco continua a diffondersi come un profumo: è; una benedizione che ci spinge a cambiare il mondo”. Il vescovo ha esortato infine a vivere la Settimana Santa con lo stesso spirito di abbandono fiducioso a Dio, ricordando che "ogni volta che ci comunichiamo con Lui, siamo trasformati dal Suo amore”.
Al termine della celebrazione, fr. Massimo Travascio ha voluto esprimere la sua gioia: "In questo Giubileo della Speranza, in questo anno, trovarsi alla Messa Crismale come famiglia francescana, con tutto il presbiterio diocesano intorno al proprio pastore, al Vescovo Domenico, è; un grande segno di comunione, un grande segno di unità;, ma soprattutto anche un grande segno di speranza. In un mondo lacerato da divisione, da discordie, ancora una volta, il nostro ritrovarci insieme oggi diventa un segno eloquente, soprattutto profetico per l'umanità;, che ormai sembra aver perso questi valori".







