Luogo delle origini e del Perdono

San Bonaventura

15 Luglio

Giovanni Fidanza nacque a Bagnoregio (Viterbo) nel 1217/1218. Da bambino fu gravemente ammalato e la madre ne ottenne la guarigione per intercessione di san Francesco.

Entrò nell’Ordine dei Minori durante un suo soggiorno in Francia, dove si era recato per ultimare gli studi. Fu discepolo di Alessandro di Hales e poi maestro nello studio di Parigi.

Nel 1257 venne eletto generale dell’Ordine francescano, che in pochi decenni aveva avuto un prodigioso sviluppo e contava ventimila religiosi. I diciassette anni di governo di san Bonaventura influirono in modo così profondo e determinante, che venne chiamato il secondo fondatore dell’Ordine. Spirito equilibrato e fermo, tenne il giusto mezzo tra le opposte tendenze. Tra gli atti principali del suo generalato va segnalata la pubblicazione delle Costituzioni Narbonensi, su cui si basarono tutte le successive Costituzioni dell’Ordine. Scrisse molte opere di teologia e di mistica. Compose anche la Legenda Maior, cioè la notissima vita di san Francesco. 

Creato cardinale e nominato vescovo di Albano, partecipò al secondo Concilio di Lione che, anche per opera sua, segnò un ravvicinamento tra latini e greci. Morì a Lione il 15 luglio 1274, assistito da Gregorio X, presente al Concilio.

La santità, la dottrina, la spiritualità di san Bonaventura, il suo ardente amore all’umanità di Cristo, lasciarono una profonda impronta nella pietà cristiana del Medioevo e gli meritarono il titolo di Dottore Serafico.

Nel 1434 la salma venne traslata in una nuova chiesa, dedicata a san Francesco d’Assisi. Fu canonizzato dal papa francescano Sisto IV il 14 aprile 1482, e nominato Dottore della Chiesa il 14 maggio 1588 da Sisto V, altro papa francescano.

 

ANTIFONA D’INGRESSO

Il Signore lo innalzerà sopra i suoi compagni
e gli farà aprire bocca in mezzo all’assemblea.
Troverà gioia e una corona di esultanza
e un nome eterno egli erediterà.

Sir 15, 5

Si dice il Gloria.

COLLETTA

O Dio onnipotente, guarda a noi tuoi fedeli
riuniti nel ricordo della nascita al cielo
del vescovo san Bonaventura,
e fa’ che siamo illuminati dalla sua sapienza
e stimolati dal suo serafico ardore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA

Dal libro della Sapienza
Sap 8, 2-7.16-18

Ho amato e corteggiato la sapienza
fin dalla mia giovinezza;
ho bramato di farla mia sposa,
mi sono innamorato della sua bellezza.
Essa manifesta la sua nobile origine,
vivendo in comunione con Dio,
poiché il Signore dell’universo l’ha amata;
infatti è iniziata alla scienza di Dio
e discerne le sue opere.
Se la ricchezza è un bene desiderabile in vita,
che cosa c’è di più ricco della sapienza, che opera tutto?
Se è la prudenza ad agire,
chi più di lei è artefice di quanto esiste?
Se uno ama la giustizia,
le virtù sono il frutto delle sue fatiche.
Ella infatti insegna la temperanza e la prudenza,
la giustizia e la fortezza,
delle quali nulla è più utile agli uomini durante la vita.
Ritornato a casa, riposerò vicino a lei,
perché la sua compagnia non da amarezza,
né dolore il vivere con lei,
ma contentezza e gioia.
Riflettendo su queste cose dentro di me
e pensando in cuor mio
che nella parentela con la sapienza c’è l’immortalità
e grande godimento vi è nella sua amicizia 
e nel lavoro delle sue mani sta una ricchezza inesauribile
e nell’assidua compagnia di lei c’è la prudenza
e fama nel conversare con lei,
andavo cercando il modo di prenderla con me.

Parola di Dio.

Oppure:

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
1Cor 2, 6-13

Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano.

Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi infatti conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di Dio.

Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE

dal Salmo 15 (16)

Rit. Il mio cuore gioisce nel Signore.

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi,
la mia eredità è stupenda. Rit.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. Rit.

Per questo gioisce il mio cuore
 ed esulta la mia anima.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. Rit.

CANTO AL VANGELO

Dn 12, 3

ℜ. Alleluia, alleluia.

I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento;
coloro che avranno indotto molti alla giustizia
risplenderanno come le stelle per sempre.

ℜ. Alleluia.

VANGELO

+ Dal vangelo secondo Matteo
Mt 5, 13-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa.

Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.

Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Parola del Signore.

SULLE OFFERTE

Accogli, o Padre, questo sacrificio
che ti offriamo nel ricordo di san Bonaventura
e donaci di esprimere nelle opere
la passione del tuo Figlio che celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

Prefazio dei Santi Pastori I-III o dei Santi Dottori della Chiesa I-II, oppure:

V. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.

V. In alto i nostri cuori.
R. Sono rivolti al Signore.

V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
R. È cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo
a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

Cristo Signore nostro
proclamò e volle la sua Chiesa
sale della terra, luce del mondo,
città sulla cima della montagna
alla vista di tutti gli uomini.

Al servizio di questo progetto d’amore
tu hai suscitato san Bonaventura
e lo hai arricchito
coi doni dell’intelligenza e della sapienza
perché fosse sul lucerniere della Chiesa
una lampada di vivo fulgore
da cui tutti venissero illuminati
e riconoscessero la tua gloria.

Ammaestrati dalla sua dottrina e dal suo esempio,
con animo grato e devoto
ora ci uniamo ai cori celesti
per elevarti, o Padre, l’inno di lode:

Santo, Santo, Santo…

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Ho scelto la via della fedeltà.
Corro sulla via dei tuoi comandamenti,
perché hai allargato il mio cuore.

Sal 118, 30.32

DOPO LA COMUNIONE

I celesti misteri, ai quali abbiamo partecipato,
infondano in noi, Signore,
lo spirito del tuo amore,
perché, sull’esempio di san Bonaventura,
amandoti in tutte le cose e sopra ogni cosa,
meritiamo di giungere alla celeste beatitudine.
Per Cristo nostro Signore.

 

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