Felice Porro nacque a Cantalice (Rieti) nel 1515. Lavorò da contadino fino a trent’anni, poi entrò nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini.
Gli venne quasi subito affidato l’incarico di questuante ed egli lo adempì con esemplare semplicità d’animo per quarant’anni. In continua preghiera, in umile letizia, percorreva le vie di Roma, assistendo ammalati e poveri, per i quali questuava, e invitando i fanciulli a cantare le lodi divine. Era chiamato “frate Deo gratias” per il suo abituale saluto. San Filippo Neri gli fu intimo amico e san Carlo Borromeo ne ricercava la conversazione.
Da tutti amato e stimato, morì a Roma l’8 maggio 1587. Fu dichiarato beato nel 1625 da Urbano VIII e venne canonizzato da Clemente XI nel 1712.
ANTIFONA D’INGRESSO
Ringraziate con gioia il Padre,
che vi ha resi capaci di partecipare
alla sorte dei santi nella luce (T.P. Alleluia).
Col 1, 12
Si dice il Gloria.
COLLETTA
O Dio, che in san Felice
hai dato alla Chiesa e alla Famiglia serafica
un luminoso esempio di semplicità evangelica
e di vita consacrata alla tua lode,
donaci di seguire il suo esempio
cercando con gioia e amando solamente Cristo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
PRIMA LETTURA
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi
Col 3, 12-17
Fratelli, scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.
Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie!
La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE
dal Salmo 15 (16)
Rit. Il giusto cammina alla presenza del Signore.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu,
solo in te è il mio bene».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. Rit.
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. Rit.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. Rit.
CANTO AL VANGELO
Mt 5, 3
ℜ. Alleluia, alleluia.
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli».
ℜ. Alleluia.
VANGELO
+ Dal vangelo secondo Luca
Lc 12, 22-31
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Per questo io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito.
Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi!
Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto?
Guardate come crescono i gigli: non faticano e non filano. Eppure io vi dico: neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Se dunque Dio veste così bene l’erba nel campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, quanto più farà per voi, gente di poca fede.
E voi, non state a domandarvi che cosa mangerete e berrete, e non state in ansia: di tutte queste cose vanno in cerca i pagani di questo mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in aggiunta.»
Parola del Signore.
SULLE OFFERTE
Offriamo al tuo altare, Signore,
i doni che ci hai elargito:
fa’ che, a imitazione di san Felice,
ti serviamo con serena gioia e purezza di cuore.
Per Cristo nostro Signore.
PREFAZIO
Prefazio dei santi religiosi, oppure:
V. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori.
R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
R. È cosa buona e giusta.
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo,
a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
È bello proclamare i prodigi della tua provvidenza
nei santi che, seguendo Cristo,
si sono dedicati al regno dei cieli.
Così tu richiami la nostra natura terrestre
alla santità delle origini e la guidi a pregustare
i doni mirabili della patria futura.
Anche il tuo servo san Felice da Cantalice
merita la nostra lode poiché con coraggio
ha percorso la via regale della croce
e ora si allieta di essere giunto sotto nuovi cieli
alla nuova e beata terra dove abita la giustizia.
Con lui e con tutti gli angeli e i santi,
che gli sono compagni nella gioia imperitura,
celebriamo la tua gloria immensa,
elevando con voce unanime l’inno festoso:
Santo, Santo, Santo…
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano;
il vostro cuore viva per sempre (T.P. Alleluia).
Sal 21, 27
DOPO LA COMUNIONE
Per la virtù di questo sacramento, donaci, Signore,
la grazia di condurre,
a imitazione di san Felice,
una vita nascosta con Cristo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.