Luogo delle origini e del Perdono

San Salvatore da Horta

18 Marzo

Nacque nel dicembre 1520 a Santa Coloma de Farnés, in Catalogna (Spagna). Rimasto orfano molto presto, dopo un periodo di prova nell’abbazia benedettina di Montserrat, scelse definitivamente la via della povertà entrando nel convento dei Frati Minori di Barcellona, dove fece la professione religiosa nel 1542.

Trasferito a Tortosa cominciò a essere conosciuto per i suoi poteri di taumaturgo. Rimase dodici anni a Horta, compiendo numerosi miracoli. Malgrado l’umiltà con cui lo viveva, questo dono gli causò incomprensione da parte dei confratelli. Per anni peregrinò da un convento all’altro e ovunque si ripeteva lo stesso copione: prodigi e nuove inimicizie. Fu persino denunciato all’Inquisizione che non trovò nulla contro di lui.

Conobbe un po’ di pace nel convento di Santa Maria di Gesù a Cagliari dove giunse nel 1565. Morì il 18 marzo 1567.

Venne proclamato beato, su richiesta di Filippo III di Spagna, il 15 febbraio 1606 da Paolo V. Pio XI l’ha canonizzato il 17 aprile 1938.

ANTIFONA D’INGRESSO

Quanto più sei grande,
tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
Perché grande è la potenza del Signore
e dagli umili è glorificato.

Sir 3, 18.20

Si dice il Gloria.

COLLETTA

O Dio, che riveli la tua gloria nell’umiltà dei santi:
tu hai ornato san Salvatore da Horta
di ammirabile semplicità, di pazienza nelle prove
e del carisma delle guarigioni;
concedi alla tua Chiesa
di annunciare con franchezza la tua parola,
e di mettersi, con umiltà, a servizio di tutti gli uomini,
in modo da essere segno e strumento della tua salvezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA

Dal libro del profeta Isaia
Is 35, 1-10

Si rallegrino il deserto e la terra arida,
esulti e fiorisca la steppa.
Come fiore di narciso
fiorisca;
sì, canti con gioia e con giubilo.
Le è data la gloria del Libano,
lo splendore del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore,
la magnificenza del nostro Dio.

Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».

Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto,
perché scaturiranno acque nel deserto,
scorreranno torrenti nella steppa.
La terra bruciata diventerà una palude,
il suolo riarso sorgenti d’acqua.
I luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli
diventeranno canneti e giuncaie.

Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa;
nessun impuro la percorrerà.
Sarà una via che il suo popolo potrà percorrere
e gli ignoranti non si smarriranno.
Non ci sarà più il leone,
nessuna bestia feroce la percorrerà o vi sosterà.
Vi cammineranno i redenti.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo;
gioia e felicità li seguiranno
e fuggiranno tristezza e pianto.

Parola di Dio.

Oppure:

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
1Cor 1, 26-31

Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.

Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.

Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE

dal Salmo 145 (146)

Rit. Beati i poveri in spirito.

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. Rit.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. Rit.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. Rit.

CANTO AL VANGELO

Cf. Mt 5, 3

ℜ. Alleluia, alleluia.

Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.

ℜ. Alleluia.

VANGELO

+ Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6, 17-23

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.

Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.


Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:

“Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.

Parola del Signore.

SULLE OFFERTE

Guarda propizio, o Signore,
i doni che ti presentiamo su questo altare,
celebrando la memoria di san Salvatore,
e concedi che, liberati dal potere del maligno,
seguiamo prontamente il Cristo Signore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

PREFAZIO

Prefazio dei Santi I.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro», dice il Signore.

Mt 11, 28

DOPO LA COMUNIONE

Risanàti da questo ineffabile sacramento,
noi attendiamo, o Signore,
di raggiungere la nostra completa liberazione
alla venuta gloriosa del tuo Figlio;
ma fin d’ora concedi che,
sull’esempio di san Salvatore,
tutto il nostro essere esulti in te, Dio vivente.
Per Cristo nostro Signore.

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