Chiara di Favarone di Offreduccio, appartenente alla nobiltà di provincia, nasce in Assisi nel 1193 (o 1194). Educata dalla madre Ortolana in un’intensa vita cristiana, dalla famiglia viene destinata al matrimonio, che rifiuta decisamente volendo consacrarsi a Dio.
I primi passi del convertito Francesco le fanno intuire una chiamata simile alla sua e nel dialogo con lui matura la scelta evangelica. Fuggita nella notte dopo la domenica delle Palme del 1211 (1212), alla Porziuncola, compiuto il taglio dei capelli, è rivestita da Francesco dell’abito della penitenza.
Dopo un breve periodo presso le Benedettine, dove supera l’opposizione dei parenti, inizia in San Damiano una sororità di donne. Con lei ci sono la sorella Agnese e l’amica Pacifica di Guelfuccio.
In una vita povera, totalmente affidata alla provvidenza del Padre celeste, ritmata dalla liturgia delle Ore, da lunghe ore di preghiera solitaria e dal lavoro assiduo, Chiara guida le sorelle, presto cresciute di numero, con l’esempio e la materna sollecitudine. La grande compassione per le inferme e per i malati che bussano alla porta, unita a profonda fede, la spinge a ottenere la guarigione da Colui che tutte può, mediante il segno della croce tracciato sulla parte malata.
Mentre attinge alla Sapienza crocifissa le linee del cammino, che la lunga malattia non impedisce, lotta per ottenere l’approvazione del suo carisma. Scrive la sua Forma di vita, che è la prima regola per donne scritta da una donna, e ottiene la bolla papale due giorni prima della morte, avvenuta 1’11 agosto 1253.
Di lei restano anche quattro lettere ad Agnese di Praga, una Benedizione e il Testamento, che consentono di scoprire le linee specifiche del suo carisma dentro la spiritualità di san Francesco.
Venne canonizzata da Alessandro IV il 15 agosto 1255 nella cattedrale di Anagni. Il suo corpo riposa nella basilica a lei dedicata in Assisi.
ANTIFONA D’INGRESSO
Oggi è sorta una stella:
oggi santa Chiara, poverella di Cristo,
è volata alla gloria dei cielo.
Nelle Messe votive:
Chiara, spezzando il vaso d’alabastro
del suo corpo ai piedi del Signore,
riempì del profumo dell’unguento
l’intero edificio della Chiesa.
Oppure:
Come la cerva anela ai corsi d’acqua,
così l’anima mia anela a te, o Dio.
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente.
Sal 41.23
Si dice il Gloria.
COLLETTA
Dio misericordioso, che hai ispirato a santa Chiara
un ardente amore per la povertà evangelica,
per sua intercessione concedi anche a noi
di seguire Cristo povero e umile,
per godere della tua visione nella perfetta letizia del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
PRIMA LETTURA
Dal libro del profeta Osea
Os 2,14-15.19-20
Così dice il Signore:
«Ecco, io la sedurrò,
la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore.
Là mi risponderà
come nei giorni della sua giovinezza,
come quando uscì dal paese d’Egitto.
Ti farò mia sposa per sempre,
ti farò mia sposa
nella giustizia e nel diritto,
nell’amore e nella benevolenza,
ti farò mia sposa nella fedeltà
e tu conoscerai il Signore».
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE
dal Salmo 44 (45)
Rit. Ecco lo sposo, andate incontro a Cristo Signore!
Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio. Rit.
Entra la figlia del re: è tutta splendore,
tessuto d’oro è il suo vestito.
È condotta al re in broccati preziosi. Rit.
Dietro a lei le vergini, sue compagne,
a te sono presentate;
condotte in gioia ed esultanza,
sono presentate nel palazzo del re. Rit.
SECONDA LETTURA
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
2Cor 4, 6-10.16-17
Fratelli, Dio rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo.
Noi però abbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo.
Per questo non ci scoraggiamo, ma, se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore invece si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO
ℜ. Alleluia, alleluia.
Vieni, sposa di Cristo, ricevi la corona
che il Signore ti ha preparato per la vita eterna.
ℜ. Alleluia.
VANGELO
+ Dal vangelo secondo Giovanni
Gv 15, 4-10
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.
Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore».
Parola del Signore.
Si dice il Credo.
SULLE OFFERTE
Accetta, Signore, l’umile servizio che ti offriamo
riuniti nel ricordo di santa Chiara vergine,
e per il santo sacrificio del Cristo tuo Figlio
trasformaci in ardenti apostoli del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.
PREFAZIO
V. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori.
R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
R. È cosa buona e giusta.
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai ispirato a santa Chiara
di seguire fedelmente,
sull’esempio di san Francesco,
le orme del tuo Figlio,
sposandola a lui misticamente
con vincolo di perenne fedeltà e amore;
e avendola innalzata, per la via della più eroica povertà,
alle altezze della serafica perfezione,
l’hai costituita Madre e Maestra
di una moltitudine di vergini.
Per questo dono della tua benevolenza,
uniti agli angeli e ai santi,
con voce unanime cantiamo l’inno della tua lode:
Santo, Santo, Santo…
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Chi ama me sarà amato dal Padre mio;
e noi verremo a lui
e prenderemo dimora presso di lui.
Gv 14, 21.23
DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai saziato
con il pane della vita e il calice della salvezza,
fa’ che, sull’esempio di santa Chiara,
portiamo nel nostro corpo mortale
la passione di Cristo Gesù
per aderire a te, unico e sommo bene.
Per Cristo nostro Signore.