Domenica 4 maggio si è; svolta all’aperto, nella luce serena di un pomeriggio primaverile, davanti alla Cappella del Beato Egidio — cuore antico del convento di Monteripido — la celebrazione eucaristica dedicata al santo compagno di San Francesco. Un evento particolarmente sentito, reso ancora più significativo dalla grande partecipazione di fedeli e, in modo speciale, dai giovani della residenza e della pastorale universitaria (guidati da fr. Damiano Romagnolo), che hanno affollato lo spazio esterno trasformandolo in un luogo di intensa preghiera e fraternità;.
La liturgia ha avuto luogo all’aperto a causa dei lavori di consolidamento antisismico che interessano la chiesa conventuale. “Quest'anno, la festa del nostro convento ci ha portato a ritrovarci qui, proprio dove tutto è; cominciato” ha detto fr. Georges Massinelli, Guardiano della comunità; di Monteripido, aprendo la celebrazione con parole ricche di significato. “Il Beato Egidio, il terzo compagno di San Francesco, è; vissuto in questo luogo intorno al 1230, cercando Dio in una vita di contemplazione. Questa cappella, sorta sulla sua cella, è; per noi il nucleo più profondo, quasi la sorgente della nostra identità;”.
In questo spazio raccolto e carico di memoria, dove si percepisce “la semplicità; e il desiderio di Dio della prima comunità; francescana”, si è; celebrato il legame vivo tra storia e presente, spiritualità; e quotidianità;. Fr. Georges ha ringraziato la parrocchia di Ponte D’Oddi, il parroco (presente alla celebrazione) fr. Andrea Dall’Amico e la comunità; locale per l’ospitalità; in questo periodo in cui le celebrazioni domenicali vengono temporaneamente ospitate altrove, auspicando di poter “restituire la chiesa di Monteripido ancora più bella all’inizio del prossimo anno”.
A presiedere l’Eucaristia è; stato Mons. Simone Sorbaioli, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Perugia-Città; della Pieve, che nella sua omelia ha scelto una riflessione essenziale e densa sul Vangelo della “pesca miracolosa”, collegandolo anche a Emmaus e alla figura del Risorto non immediatamente riconoscibile, ma presente “quando si compiono i gesti tipici della comunità; cristiana: ci si siede, si ascolta, si mangia insieme”.
“Il conforto della comunità; è; il luogo dove si riconosce il Signore” ha affermato con forza Mons. Sorbaioli, tracciando un parallelo tra la narrazione giovannea e il celebre episodio di Emmaus: “Allo spezzare del pane si aprirono loro gli occhi… è; lì che Gesù si manifesta. Non in astratto, ma nel contesto vivo e reale della comunione ecclesiale, anche quando questa è; imperfetta, faticosa, ma autentica”.
Un messaggio che ha risuonato con particolare intensità; nel contesto francescano di Monteripido, dove la memoria del Beato Egidio — figura di straordinaria semplicità; e saggezza, nata da umili origini contadine e tra i primi a unirsi a Francesco d’Assisi — continua a parlare al cuore dei credenti. Ritiratosi in questo colle dopo la morte del Poverello, Egidio vi visse per oltre trent’anni in preghiera e silenzio, trasformando il convento in un crocevia spirituale. I suoi “Detti”, espressioni di una fede concreta e limpida, ancora oggi ispirano chi cerca Dio nella vita quotidiana.
La celebrazione si è; conclusa con un’agape fraterna, semplice e condivisa, al termine di una celebrazione vissuta nella gioia di una comunità; che continua a riconoscere il volto del Signore nei segni della fraternità; e della memoria viva.







