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Nel cuore di Sassari, la fede che resiste al tempo

Dagli ex voto restaurati all'elezione di Leone XIV, la Vergine delle Grazie ci chiede di avere il suo sguardo: attento, materno, capace di stupirsi di Dio

Già; dalla primissime ore del mattino, il Santuario di San Pietro di Silki a Sassari ha iniziato ad accogliere un flusso silenzioso di fedeli: oggi, 9 maggio, è; la festa della Beata Vergine delle Grazie, patrona dei Francescani in Sardegna, ed è; uno dei momenti più sentiti e coinvolgenti di tutto il mese mariano che vede un susseguirsi di celebrazioni, processioni e momenti di preghiera e adorazione.

La devozione alla Vergine delle Grazie, che ha preso forma tra il 1472 e il 1473 grazie al beato Bernardino da Feltre, si conferma così come uno dei fulcri spirituali della Sardegna.

La nuova Cappella degli ex-voto

La solenne celebrazione è; stata preceduta dal discorso di inaugurazione dell'allestimento degli ex-voto nella cappella dell'incoronazione. è; stato Padre Massimo Chieruzzi, Rettore dal 2020 del Santuario di San Pietro in Silki a ricordare che questa inaugurazione avviene “a un secolo esatto dall'indebita sottrazione e della profanazione del simulacro della Vergine con il furto della corona d'alloro e degli altri gioielli donati come oggetti votivi”.

«Oggi – ha continuato fra Massimo – restituiamo all'esposizione pubblica gli ex voto attestanti le grazie che tanti sassaresi riconoscono di aver ricevuto per le intercessione della Vergine Maria. La nostra comunità; dei Frati ha desiderato creare un decoroso allestimento di questi doni votivi in occasione dell'anno giubilare come segno di speranza: che il Signore ascolti le preghiere del suo popolo e asciughi ogni lacrima sul volto di chi confida in lui».

Numerosa partecipazione dei fedeli sardi

Presieduta da fr. Francesco Piloni, Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, la celebrazione eucaristica ha visto la partecipazione numerosa dei frati e dell’Ordine Francescano Secolare, dei francescani di Quartu Sant’Elena, di religiosi dell’isola, di pellegrini e di fedeli: una presenza non formale, ma profondamente inserita nella trama viva di una storia che continua a generare senso e appartenenza per i devoti alla Vergine.

Insieme a fr. Massimo, fr. Priamo Etzi, Guardiano del Convento di Quartu S. Elena ha concelebrato la messa, che ha visto la partecipazione anche del Coro femminile “Melodias” diretto da Fabrizio Mangatia, con canti tradizionali del repertorio liturgico sardo.

Le parole del Ministro

Il Ministro ha invitato i fedeli a riscoprire il valore dei “luoghi del cuore”, come il santuario stesso, non solo come spazi di memoria affettiva, ma come luoghi in cui fede, amicizia e devozione si intrecciano. Ha ricordato con gratitudine l’inaugurazione della cappella con gli ex voto, segno visibile di una comunità; che continua a fidarsi di Maria. “Abbiamo bisogno di questi luoghi del cuore – ha detto – perché in un mondo così instabile, sono spazi che ci irrobustiscono”.

Centrali nell’omelia due episodi evangelici: Maria nel Cenacolo e alle nozze di Cana. Nel primo, Maria appare come guida silenziosa ma determinante di una comunità; ferita, stretta nella paura e nell’assenza: “è; lei che presiede, non accusa, non condanna, ma tiene insieme. Da dove si riparte quando la vita ci ha feriti? Dalla preghiera assidua e concorde, da un cuore rivolto al Signore”. Questo atteggiamento, ha sottolineato fr. Francesco, permette alla Chiesa e ai singoli di uscire dalle “strettoie” della vita, di rinascere nello Spirito e nella speranza.

Nel secondo episodio, Maria a Cana si rivela donna dallo sguardo attento: “Chiediamo alla Vergine delle Grazie i suoi occhi, capaci di vedere prima, di prevenire. Chi ama, prevede”. è; questo “sguardo attento” il secondo dono che Maria offre: una capacità; spirituale di cogliere i bisogni degli altri prima che vengano espressi, una presenza discreta ma efficace, che rende visibile il cuore di Dio. “Signore, non chiudere mai i tuoi occhi sulla nostra vita – ha concluso – perché senza il tuo sguardo siamo perduti”.

Dio ci stupisce ancora: l'elezione di Leone XIV e la lezione dello Spirito

Fr. Francesco in diversi passaggi ha fatto riferimento all'elezione del nuovo Romano Pontefice, Leone XIV: «Ricordate il nostro smarrimento quando Papa Francesco fu ricoverato? Quei bollettini che sembravano annunciare la fine, quella Chiesa universale in preghiera – nelle piazze, nelle case, nei conventi – unita in un grido silenzioso. Poi, la ripresa, la speranza… e infine il suo addio. E dopo, quanti discorsi, previsioni, nomi, calcoli umani! I social, i media, i nostri stessi pensieri ci dicevano una cosa. Ma Dio ne ha detta un'altra. Ieri, con l'elezione di Leone XIV, lo Spirito ci ha ricordato che Lui esiste. è; un giorno in cui possiamo toccare con mano: la fede non è; illusione. Quando preghiamo con cuore concorde e lasciamo spazio a Dio, Lui opera oltre ogni nostra aspettativa. Troppo spesso, però, siamo prigionieri dei nostri ragionamenti o delle voci che ci circondano. Eppure, Cristo è; l’autore di cose nuove: se glielo permettiamo, lo Spirito non vede l'ora di stupirci. Questa elezione ne è; la prova tangibile.»

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